sabato 8 gennaio 2011

I neo intenditori
Giorgio Manganelli e il Dolcetto del '64



"L’amico versa lentamente, ricolma il bicchiere ma lascia una sottile striscia d’aria all’imboccatura per il bouquet. Vi scruta, vi sfida con occhio torbido e fiero. “Questo”, dice, “è un Dolcetto del ’64”. Ecco, lo avete riconosciuto. E’ un neo intenditore. Con calma, sfidando la sua sfida, osservate che Dolcetto di quell’annata non ne esiste più; e se esistesse, sarebbe un errore berlo, un errore che voi non commettereste in nessun caso. Il vostro tono è educato, sommesso e tuttavia infinitamente insolente. Giacché avete alle vostre spalle le autorità della materia, i Vini d’Italia, il Vino giusto, i Vini italiani. Anche voi siete un neointenditore, ma più dotto e più fortunato. Ma state in guardia: la volta prossima, il vostro dirimpettaio vi sfiderà sul Sassella o sul Biancolella. E le cose potrebbero andarvi male...”.

Giorgio Manganelli,  "Lunario dell'orfano sannita", Einaudi, 1973

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