giovedì 27 gennaio 2011

domenica 23 gennaio 2011

PIATTI AL VINILE / PUNTARELLA SU ALIAS - MANIFESTO
Il tonnarello spezzato e i Motley Crue


La rubrica su Alias, 22.1.2011


Terza puntata di "Piatti al Vinile", rubrica quindicinale di Puntarella Rossa sul supplemento settimanale del manifesto "Alias", nella sezione Ultrasuoni. Due ristoranti romani e uno torinese. E naturalmente la musica: Honeybird & the Birdies, Dente, Mötley Crüe, Rumer, Leonard Cohen, Burt Bacharach e Georges Brassens

TORINO
Consorzio
via Monte di Pieta' 23. Tel. 011 276766; sito
"Don’t trust the butcher", urlano sul palco Honeybird and the Birdies. Mai avvertimento fu più
inappropriato qui al Consorzio di Torino, dove non ci pone neanche il problema di fidarsi del macellaio, in senso tecnico. Questo è il regno della tartare: la cruda di fassona, con uovo che sembra già nato con la camicia, è una delle prove dell’esistenza di Torino. E se poi volete un po’ uscire dalla piemontesità e dalla gabbia del petrinesco chilometro zero, servitevi con una delle loro acciughe del mar cantabrico, il mare spagnolo dove vengono pescate con le reti a cerchio queste bellissime e sottovalutate specie ittiche. Bonus: l’ambiente informale.
Malus: nessun malus in vista.
Voti:
cucina 7,5
ambiente 7
servizio 7

ROMA - BOCCIATO
Angelina a Trevi
via Poli 26. Tel. 06 6797274
Il posto perfetto per cantare l’hit di Dente: «Ho messo le mani in tasca e ho sputato sulla tavola, buon appetito amore mio!». E per elencare dieci motivi per evitare un ristorante. 1) tonnarelli spezzati: un crimine contro l’umanità 2) due bottiglie d’acqua anonime e non richieste 3) carta dei vini scadente e triste 4) inquinamento acustico che neanche i Mötley Crüe 5) camerieri volenterosi ma che non sanno dire neanche ciao in italiano 6) arredamento bianco tristezza 7) il primo, freddo, che arriva prima dell’antipasto 8) la presenza costante del ministro Giorgia Meloni 9) il bagno, in fondo a sinistra 10) la luce temporizzata in bagno, che si spegne sul più bello 11) la tisana, che sembra una tisana ma è un caffè.
Bonus: è in pieno centro, perfetto se sei un dipendente del Pd di largo del Nazareno.
Malus: ce n’è abbastanza.
Voti:
cucina 5
ambiente 5
servizio 5

ROMA
Casa Coppelle
piazza delle Coppelle 49. Tel. 06-68891707; sito.
Avete presente Rumer, la voce che ha fatto impazzire Leonard Cohen e Burt Bacharach? A Roma, in via delle Coppelle, esiste un posto che riesce a trasmettervi le stesse identiche sensazioni con padelle, pentole e vini rossi, invece di corde vocali o basso. Casa Coppelle lo riconoscerete, passando per la via, dal suo aspetto pulito, ben illuminato e molto, molto smooth (forse pure troppo). La cucina punta su una strana accoppiata, specialità italiane e romane affiancate (e a volte mescolate) ad altre francesi. Più un unicum che una rarità, come un disco in cui Brassens interpretasse Sinnò me moro. L’effetto finale è insolito, saporito ma intimo. Nel menu brillano i paccheri di Gragnano con ripieno d’agnello e purè di bufala con salsa pachino e coulis di basilico. Ma anche il brasato di cinghiale spicca.
Bonus: il pane fatto in casa, l’arredamento molto accurato (comprese le toilette) e i tavolini all’aperto.
Malus: Un cameriere un po’ troppo splendido, i sedicenti musicisti che storpiano (d’estate) Besame mucho e, in generale, la frequentazione di piazza delle Coppelle (vip, politici e giornalisti).
Voti:
cucina 7,5
servizio 6,5
ambiente 7,5

lunedì 10 gennaio 2011

CLASSIFICHE / MANGIARE E BERE A ROMA
Premi Puntarella Rossa 2011



Potevano mancare i Puntarella's awards? Non potevano. Ed eccoli qua, in tutto il loro splendore. Naturalmente nello spirito di Puntarella: prendeteli per quel che sono, una traccia, uno spunto, un consiglio. Non oro colato, né frutto di ricerche scientifiche, né di valutazioni oggettive e incontrovertibili (del resto, neanche quelli degli altri...).


I riconoscimenti

Puntarella d'Oro: Settembrini
Qualità / Prezzo: Osteria di Monteverde
Novità: Vino e Camino
Solidità: Trattoria Monti
Cucina romana: Taverna Trilussa
Sottovalutato: Satollo
Alla Carriera: Roscioli
Straniero: Per Cento
Pesce: Gensola
Pizzeria: La fucina
Da asporto: Tricolore
Decor: Zoc
All’aperto: Os Club - Hostaria
Formaggi: Beppe e i suoi formaggi
Carne: Bottega Liberati
La pasticceria: Cristalli di zucchero
La gelateria: Gelateria dei gracchi
La birreria Open Baladin
A domicilio: Magiordomus
Brunch: Bocca di dama
Blog culinario: Dissapore
Romanità becera: Gianni e Pepe
Scortesia: Danilo
Tpt, Trappole per turisti: Maccheroni
Come evitare le Tpt: Casa Coppelle
Piatto tradizionale: pizza mortadella e fichi, Enoteca provinciale
Trattoriaccia: Laboratorio 3
Menzioni speciali: Le Tre Zucche, Osteria dell'Arco, Flavio al Velavevodetto


Qualità / Prezzo: Osteria di Monteverde
Si può aprire un ristorante nuovo in una zona non turistica, con cibo di qualità e prezzi più che bassi? E per di più essere travolti da un grande successo? Fate due chiacchiere con Fabio Tenderini e Roberto Campitelli, ex Ditirambo, e capirete come si fa. 
Piatti: carbonara di broccoli, animelle glassati, grissini fatti in casa e minitiramisù. 

Novità: Vino e Camino 
Da Bracciano con furore, un nuovo indirizzo all'insegna di una cucina solida e un ambiente rassicurante. Uno dei pochi ristoranti di livello, senza nessun tipo di pretesa, in un centro cittadino ormai preda di trattoriacce e trappole per giapponesi. 
Piatti: zuppe, farro a risotto con radicchio trevigiano, involtini di indivia con le capesante 

Solidità: Trattoria Monti
Ha visto passare gli anni di piombo, gli effimeri anni '80, gli incolori '90 e ha superato il 2010 con l'imperturbabile grazia di chi sa e non si spaventa di nulla. La famiglia Camerucci continua a rappresentare, con la sua cucina marchigiana e un ambiente pulito e illuminato bene, una certezza nel panorama romano.
Piatti: Olive ascolane, ciauscolo, mezze maniche con salsiccia e pecorino di fossa, vitella al latte, tortino di mele con crema di zabaione.

Cucina romana: Taverna Trilussa
E' nel quartiere più turistico (del mondo?) e per questo spesso è sottovaluto. Ma nel desolante panorama delle trattorie tradizionali, la Taverna Trilussa mantiene un equilibrio perfetto tra primi piatti ricchi e abbondanti (serviti in padelle sbilenche), romanità un po' chiassosa e un dehor tra i più tranquilli e piacevoli.
Piatti: supplì, fiori di zucca, coppiette di cavallo, rigatoni alla norcina, coda alla vaccinara.

Sottovalutato: Satollo
Difficile trovarlo nelle vette delle classifiche delle guide e anche il passaparola cittadino non ha funzionato granché. Eppure Satollo è un porto sicuro per un'ottima cucina piemontese, servita con grazia e amorevolezza da una solida coppia, nel lavoro e nella vita, Davide e Chiara.
Piatti: Agnolotti ripieni di fonduta di Bra con burro d'alpeggio, Battuta di manzo La Granda con tortino di Certosa e rucola, guance di vitella brasate con Nebbiolo e polenta. E ottimo tiramisù in barattolo.

Alla Carriera: Roscioli
Che dire di più di quella che è universalmente riconosciuta come un'istituzione romana, tempio dell'enogastronomia? Niente, se non che tornarci è sempre un piacere, se non un dovere.
Piatti: spaghettoni con tonno rosso dell'Isola di Vulcano, zuppa di cipolla e foie gras, noci di cappesante bretoni su crosta di sale nero hawaiano, ostriche Belon 000, acciughe del mar Cantabrico, hamburger di Fassona, cannolo alla Siciliana con Ricotta Romana di pecora e canditi

Straniero: Per Cento
Aperto da pochi mesi, si è imposto subito all'attenzione per una cucina mediorientale ricca di influenze e complessa, preparata da una giovane chef israeliana, Michal Levy.
Piatti: ravioli ripieni di frutti di mare in latte di cocco e cannella, dentice alla Quinoa, agnello neozelandese.

Pesce: Gensola
Un'altra conferma per un ristorante di pesce dall'atmosfera piacevole e un caotica, con prezzi che lievitano con il successo ma una qualità inalterata. Servono con simpatia Claudio e Irene  
Piatti: Amatriciana di Pata negra, spaghetti ai ricci di mare, coda di rospo con purè di mele

Pizzeria: La fucina
Molto più di una pizzeria. Aperta nel marzo del 2009, ha rivoluzionato il settore, proponendo pizze di grande qualità, a prezzi superiori (da 10 a 25), con ingredienti tradizionali ma anche originali come ciauscolo, patate julienne e mele cotte, salmone dell'Alaska, crema di ceci, cicorietta di campo con colatura d'alici e acciughe di Cetara.

Da asporto: Tricolore
I prezzi sono alti, altissimi, 14 euro un panino, ma chiamarli panini è davvero riduttivo. Si tratta di piccole opere d'arte realizzate con cura e con ingredienti e materie prime eccezionali. Tricolore è un Ufo cittadino, panetteria e scuola di cucina, un oggetto difficile da decrittare. Ma un po' d'aria fresca non può che fare bene.
Panini gourmet: baguette con culatello di zibello, pane al cavolo nero con zuppa di zucca, pane di mais con uovo di Parisi e tartufo di Acqualagna

Decor: Zoc
Gemello diverso di Urbana 47, ne riproduce l'ambiente chic-choc, modernariato, chincaglierie, mobili d'epoca, poltrone, riuscendo a evitare il pericolo del kitch. E soprattutto, a differenza di Urbana, riesce a produrre una cucina originale e divertente, all'insegna della mixitè culturale e della sperimentazione. 
Piatti: spaghetti di ragout d'agnello, berberè e ricotta infornata, kebab di coniglio porchettato con puntarelle, pastiera di farro con zenzero candito, ravioli cinesi ripieni di coda alla vaccinara e salsa di cacao

All’aperto: Os Club - Hostaria
Un nuovo strabiliante complesso, là dove c'era un campo di calcetto, di fronte alla sede di Azione Giovani (ahi): due ristoranti, uno di altissimo livello, Iolanda, e uno di ottimo livello, l'Hostaria. Prezzi molto elevati, che di solito portano all'esclusione da Puntarella Rossa, ma stavolta facciamo un'eccezione per la bellezza del posto e soprattutto per il giardino: aspettiamo primavera con ansia per approfittarne. 

FormaggiBeppe e i suoi formaggi
Nuova sfolgorante creatura della filiera nata dalla famiglia Bleve, già titolare di Casa Bleve. Beppe e i suoi formaggi nasce sulle ceneri della Bottega del Vino, aperta 30 anni fa da Gino e Antonio, nipoti di Anacleto Bleve. E' il trionfo dei formaggi, come da insegna, quasi a inseguire le analoghe botteghe transalpine. Non a caso si trovano molti prodotti francesi, dai vini al foie gras.
Piatti: formaggio di capra Le Catal

Carne: Bottega Liberati
Aperta dal 1963 è la macelleria per antonomasia. A conduzione familiare, antica ma modernissima, vende carni biologiche e non: vitello allevato con il latte, chianina biologica, coppiette di cavallo. Ma anche tortellini fatti in casa, uova di Parisi, primosale di latte crudo di pecora comisana, pane biologico di Sambuco.

La pasticceria: Cristalli di zucchero
Pasticceria bomboniera che gode di un meritato e continuo successo. Ottimo spazio esterno per una colazione o una cioccolata pomeridiana. Dolci di ogni tipo e soprattutto, quasi introvabili a Roma, gli straordinari macaron

La gelateria: Gelateria dei gracchi
Alberto Manassei firma una certezza per il gelato romano: riso e miele, meringa al pistacchio, ricotta e pere, crema di pinoli, mandorla tostata al profumo d'arancio, cioccolato cubano al rhum

La birreria Open Baladin
Andrea De Bellis in pasticceria, Gabriele Bonci in cucina, Open Baladin è molto di più di una birreria: è un bellissimo spazio che offre la bellezza di cento birre artigianale, ma anche un'ottima tartare, patatine chips e hamburger di qualità

A domicilio: Magiordomus
Spesa biologica a chilometro zero è una di quelle frasi che cominciano a far venire le bolle. Per fortuna lo slogan che usano è un altro: "Romani, non v'affaticate". E in effetti Magiordomus è uno straordinario servizio di consegna a domicilio di Magiorbag direttamente davanti alla porta di casa, entro le 7.30, con tutti i migliori prodotti della campagna romana. 

Brunch: Bocca di dama
Una pasticceria di classe nel quartiere di San Lorenzo, che offre un brunch raffinato, perfetto per mature signore, giovani fanciulle di classe e ragazzotti che vogliono evitare la sbobba che spesso ti rifilano nei brunch, non esattamente una specialità romana. 

Blog gastronomico: Dissapore
Non un sito enogastronomico, ma Il sito. La nouvelle vague dei foodblogger ha un punto di riferimento ed è questo. Una rivoluzione fatta di notizie, commenti, dibattiti, liti da strada, approfondimenti scientifici, cazzeggi e controcazzeggi. L'equivalente dell'avvento di Dan Peterson nelle telecronache sportive: Numero uno.

Romanità becera: Gianni Cacio e Pepe
Pancetta carbonizzata, chiazze d'olio che inquinano la cacio e pepe come in un ecodisastro. Cancellata la retorica della buona vecchia trattoria familiare dei tempi andati, resta un declino malinconico.

Scortesia: Danilo
Spiace declassare Danilo, osteria a lungo nelle vette della classifica di Puntarella, ma la bontà della sua carbonara e dell'antipasto misto e del dolce Gasperino, rischia di essere oscurata da un drastico peggioramento nel servizio, sempre più sgarbato, e nella quantità dei piatti. Il tutto condito dall'assenza di ricevute fiscali. Andare in vetta non è facile, restarci ancora meno. Peccato.

Tpt, Trappole per turisti: Maccheroni
Come trasformare la bellissima piazza delle Coppelle in un ricettacolo di ratti, di musicisti di strada, di locali leopardati e trattorie psedostoriche. Maccheroni  


Come evitare le Tpt: Casa Coppelle
Basta informarsi, annusare l'aria, leggere Puntarella Rossa e scoprire che proprio accanto alla trappola per turisti c'è il nuovo Casa Coppelle, ottimo ristorante-bistrot di cucina romano-francese, che garantisce una serata di buon livello gastronomico in un ambiente moderno ma non lezioso.

Pizza prosciutto e fichi: Enoteca provinciale
Quando gli enti pubblici non sono solo burocrazia cieca, magna magna e concorsi truccati. L'enoteca provinciale offre una pizza mortadella e una pizza prosciutto e fichi (quando è stagione) che ti stendono.

Trattoriaccia: Laboratorio 3
Trattoriaccia di periferia, con tavolacci e decor pas trop chic: ma gli arrosticini sono un sogno. Mangiarne a decine di decine, ammonticchiare gli spiedini e giocarci a shanghai...

sabato 8 gennaio 2011

I neo intenditori
Giorgio Manganelli e il Dolcetto del '64



"L’amico versa lentamente, ricolma il bicchiere ma lascia una sottile striscia d’aria all’imboccatura per il bouquet. Vi scruta, vi sfida con occhio torbido e fiero. “Questo”, dice, “è un Dolcetto del ’64”. Ecco, lo avete riconosciuto. E’ un neo intenditore. Con calma, sfidando la sua sfida, osservate che Dolcetto di quell’annata non ne esiste più; e se esistesse, sarebbe un errore berlo, un errore che voi non commettereste in nessun caso. Il vostro tono è educato, sommesso e tuttavia infinitamente insolente. Giacché avete alle vostre spalle le autorità della materia, i Vini d’Italia, il Vino giusto, i Vini italiani. Anche voi siete un neointenditore, ma più dotto e più fortunato. Ma state in guardia: la volta prossima, il vostro dirimpettaio vi sfiderà sul Sassella o sul Biancolella. E le cose potrebbero andarvi male...”.

Giorgio Manganelli,  "Lunario dell'orfano sannita", Einaudi, 1973

sabato 1 gennaio 2011

NEO OSTERIA MODERNA / A PRATI
Giuliana 59















Via della Giuliana 59. 06.39733458. Chiuso: domenica (e sabato a pranzo)
Sito Internet   La mappa

C'è una giusta via di mezzo tra il cameriere caciarone che ti dice: "Che c'è da magnà? Fidate bello, magna ch'è bono", e il cameriere glaciale e asburgico che ti elenca per minuti notizie e dati di cui non hai alcun bisogno. Invadenza di pari livello e ugualmente sgradita. Qui a Giuliana 59, siamo più dalle parti del secondo estremo, anche se magari meno accentuato, con una certa prosopopea inutilmente prolissa di qualche cameriere. Difetto risolvibile che potrebbe far risalire il giudizio su un ristorantino aperto nel novembre 2009 su via della Giuliana, non distante da piazzale Clodio. Anche perché l'ambiente è piacevolmente moderno senza essere freddo e la cucina risente dell'origine dello chef, il venticinquenne procidano Gabriele Muro, che al suo attivo ha stage con diversi cuochi famosi, da Pietro Leemann a Karl Baumgartner, da Ramón Freixa a Philippe Chevrier. Dirige il locale, con il sorriso, Consuelo Cirillo, che ha diretto per molti anni il Palladium. 
Si mangia, tra l'altro, quella mozzarella in carrozza che si fa fatica a trovare in circolazione. I tavoli sono in legno e ricoperti da runner, le passatoie o tovagliette rettangolari che non coprono tutta la superficie. Alle pareti vini e prodotti partenopei, e non solo, compresi bottiglie di Barolo e pasta di Gragnano, tutti in vendita. Si mangia bene, ricette moderatamente creative e fortunatamente originali, dagli gnocchi di patate e cicoria, agli spaghetti di Gragnano alla chitarra con bottarga e fagiolini profumati alla menta, dai ravioli fatti in casa ripieni di ricotta di bufala al carciofo alla giudia con crema di pecorino e menta. Ottima la tartare di manzo con asparagi selvatici crudi e salsa di capperi di Pantelleria. Per dolce, una buona mousse di ricotta.

Bonus Il menù fisso da 14 euro del pranzo e il menù degustazione a 35 euro

Malus La prolissità del servizio, che non ti mette a tuo agio. Il nome di boutique-restaurant che i proprietari si autoassegnano. Diciamo che viene voglia di spettinarlo un po' questo locale, e poi se ne riparla meglio.

I voti di Puntarella
Cucina: 7-
Ambiente: 6,5
Servizio: 6