venerdì 26 novembre 2010

PUNTARELLA'S LIST / DOVE MANGIARE

Dieci osterie per noi
Dalla serata cheap in periferia alla cena gourmet

Macaron e dolcetti di Metamorfosi

Visto che va di moda fare le liste, ne facciamo una anche noi. Dieci osterie, trattorie e ristoranti: i nostri consigli del mese, tra qualche certezza consolidata e molte novità.

1 CHEAP Osteria di Monteverde (novità)
Giovane, simpatica, rilassata e accogliente. Cucina di qualità, con piatti non banali, a prezzi d'eccezione. Che volete di più?
Via Cartoni 163 - tel. 06-53273887. Sito Mappa Recensione

2 CHEAP Laboratorio 3
Ce ne porta altri sessanta? Qui gli arrosticini (abruzzesi doc e buonissimi) vanno e vengono a decine. E alla fine ci puoi giocare anche a shanghai.
Via di Pietralata, 180. tel 06-4501288. Mappa

3 CHEAP Da Clood 
Alta cucina espressa servita su piatti di carta in un posticino un po' nascosto nel cuore di Trastevere. Materie prime selezionate a mano dallo chef che le trasporta su un'ape travestita da mucca: in sala e a domicilio
Via Manara 13 tel 06-5815186. Mappa

4 GOOD Percento (novità)
Cucina ebraica al cento per cento (ma anche mediorientale e creativa), con una giovanissima cuoca israeliana che non scende a compromessi con la cucina ebraico-romana
Via Sora 48 - tel. 06-68809554. Mappa

5 GOOD Buon'ora (novità)
 Cucina pugliese per un'osteria piccola e confortevole, magari un po' ingessata ma promettente. 
Via Latina 134 tel. 06.78358734. Mappa 

6 GOOD Bucavino
Servizio amichevole, cucina sicura e grande serenità in questo ristorante-buca per nulla noioso. A fianco, ottima sala-biliardi
Via Po 45/a. tel. 068412803. Mappa 

7 GOOD Zoc
Grande ambiente, tutto di modernariato, per una cucina molto particolare e un servizio sorridente.
Via delle Zoccolette 22 tel. 68192515. Mappa 

8 TOP Metamorfosi (novità)
Nuovo paradiso dei gourmet ai Parioli. Quasi da svenire per la bontà. Lo chef è il simpatico Roy Caceres, già Pipero. 
Via Giovanni Antonelli 30-32. tel. 8076839. Sito Mappa 

9 TOP Aroma (novità)
Se ne parla un gran bene. Lo chef  Giuseppe Di Iorio propone medaglioni di coda di rospo con coda di scampi  sul bellissimo roof top dell'hotel Palazzo Manfredi.
Via Labicana 125 tel 06-77591380. Sito Mappa

10 TOP Iolanda (novità)
E' la novità di questo autunno-inverno. Alta cucina nel nuovo Os Club di Colle Oppio, ex campo di calcetto, per uno chef d'esperienza, Davide Cianetti
Via delle Terme di Traiano 4/a. tel. 06-66030551.  Sito Mappa

 
*Cheap: a buon mercato (fino a 30 euro)
Good:  ottimo rapporto qualità prezzo (da 30 a 50 euro)
Top: gourmet, per palati raffinati (oltre 50 euro)

sabato 20 novembre 2010

NUOVA RUBRICA / LO SBARCO SU ALIAS ULTRASUONI / MANIFESTO

Piatti al Vinile
Gnocco blues, da Elvis al Degre

Puntarella Rossa oggi è ancora più rossa, quasi paonazza. Perché è lieta di annunciarvi lo sbarco su Alias Ultrasuoni, supplemento del sabato del manifesto, con una rubrica nuova di zecca: Piatti al Vinile. Due puntate romane e una milanese, una promozione, una stroncatura e un ristorante open air. Che dire? Ricordare che anche il Gambero Rosso uscì come allegato sul manifesto, il 16 dicembre del 1986? Sarebbe troppo. Noi qui si è umili artigiani della forchetta e della penna. Però ci siamo e ci divertiamo come pazzi. Que viva Puntarella!



1 / PROMOSSO / MILANO
Zucca e Melone

Via Gian Giacomo Mora, 3  Milano tel. 02-89455850. Chiusura domenica. Sito: www.ristorantezuccaemelone.it
I libelli in distribuzione gratuita all’ingresso insospettiscono. Benessere in movimento, Feldenkrais, psicodinamica, l’amore nell’I ching, Barbara Alberti e l’amore di coppia. Oibò e che saranno mai questi “progetti evolutivi per il nuovo millennio”? Falso allarme, per fortuna. Per fortuna qua c’è del benessere stanziale, senza alcuna “consapevolezza di schemi motori”. La gentilissima Miriam (o è Cristina? Comunque, quella che non smette mai di sorridere) ti dà il benvenuto con la raspadura, nel senso del formaggio lodigiano, ti coccola con lo gnocco fritto e il culatello piacentino, ti nutre con i tortelli di zucca, ti delizia con la tartare di filetto di scottona al coltello e ti congeda  sazio e nient’affatto disperato. Una cena da far invidia a Lucio Licinio Lucullo e a Elvis Presley, pace all’anima sua, che nel suo finale triste y solitario ingurgitava 94 mila calorie al giorno e non proprio pregiate: maxi panini al burro d’arachidi e pancetta fritta, ma anche scoiattoli alla brace e zampe di pollo fritte. Dei pericoli del mangiar troppo sa bene Ricky Gianco, lodigiano doc come la raspadura, che ancora rimpiange l’ingordigia giovanile: “Eravamo a Cannes con una ragazza e al gioco si era aggiunta una sua amica. Ci preparavamo a una notte di fuoco,  ma non funzionai. Avevo mangiato troppe ostriche”.
Inconvenienti di cui tener conto. Anche se da Zucca e Melone, con i suoi soffitti a volta, le pareti con mattoncini a vista o dipinte di colori vivaci, si respira la pace raffinata di chi sa cosa vuol dire stare bene. A creare l’atmosfera ci ha pensato Valter Pisati, interior designer, all’insegna, parole sue, di una “raffinata semplicità”. Un mix provenzale di ruralità e modernità.
La stessa dei camerieri, che ti servono con gentilezza e competenza. E se chiedi com’è fatta la tartare e perché non abbia l’uovo, non ti trovi di fronte al classico occhio bovino del cameriere che arranca tra i neuroni alla ricerca di una risposta plausibile. Qui  non solo te lo spiegano, ma si offrono anche per variazioni. E quando, a fine pasto, l’amica Micaela, satolla come non mai, chiede di raccattare i suoi avanzi e di infilarli in una doggy bag, il cameriere non batte ciglio.
Il conto è commisurato alla qualità. Se consideriamo un primo (14,5), un secondo (16.5) e un dolce (5.5), fanno 36.5. Ai quali aggiungiamo 2 euro di coperto e 1,5 di acqua microfiltrata: 40 netti. Vino escluso.

Bonus La pasta è tutta fatta in casa e, su richiesta, anche senza glutine.
Malus Quel di più che rende a tratti l’atmosfera un po’ dolciastra e manierata.

I VOTI DI PUNTARELLA

CUCINA 8
SERVIZIO 8
AMBIENTE 7


2 / BOCCIATO / ROMA
Gianni cacio e pepe











Via Giuseppe Avezzana, 11, Roma. Tel 06 3217268. Chiuso sabato sera e domenica

Poi, come se fosse inevitabile, arriva il momento in cui la romanità diventa un handicap. Succede all’improvviso. Fino a un attimo prima va tutto alla grande, il mondo procede romanamente, veloce, genuino, sorprendente, furbo. Un attimo dopo è la catastrofe. Il romano si trasforma in romanesco, il veloce cede all’approssimativo, il genuino affoga nel provinciale, il sorprendente sfuma nella cialtroneria e, infine, drammaticamente, il furbo precipita nel paraculo.
C’era una volta, dieci anni fa, un posto “molto romano”. Si chiamava “Gianni cacio e pepe” e gli amici lo chiamavano “da De Gregori” perché Gianni assomigliava come una goccia d’acqua al caro Principe. Lo vedevi passare per i tavoli e ti trovavi a canticchiare Dolce amore del Bahia. Faceva quattro piatti “il Degre”: cacio e pepe, amatriciana, carbonara e gricia. Cioè, faceva anche altro ma non glielo chiedeva nessuno. Era praticamente l’unico della città, tra quelli che non ti rovinano col conto, a tirare la pasta a mano (e che pasta). Ma soprattutto ti faceva mangiare rapidamente, all’aperto e in un bel posto. Pazienza se proprio sotto casa di D’Alema.
Tornarci oggi è uno choc. Il servizio da familiare è diventato casuale, la pasta viene sì tirata a mano, ma contro il cliente, gli ingredienti sono peggiorati in qualità e quantità, la pancetta croccante è carbonizzata e, come in un eco-disastro, chiazze d’olio inquinano la cacio e pepe.
Alzi lo sguardo dal piatto per protestare, e vedi lui il Degre. Dieci anni dopo, stanco e ingrigito, ha seguito anche lui lo stesso declino del ristorante, della cacio e pepe, dell’aceto dei Castelli, della romanità. Il nostro declino. E così ti ritrovi a cantare “Carne umana per colazione”, con il mal di pancia.

Bonus: si spende poco e si incontra spesso Enrico Ghezzi
Malus: si incontra spesso Enrico Ghezzi

I VOTI DI PUNTARELLA
CUCINA 4
SERVIZIO 5,5
AMBIENTE 6,5

3 / PER FAMIGLIE / ROMA
Vivi Bistrot

Parco Villa Doria Pamphili, entrata di via Vitellia 102, Roma. tel 06-5827540. Sito: www.vivibistrot.com/

L’hanno fondato due mamme, Daniela e Cristina, e si vede. Perché il Vivi Bistrot è forse il più bucolico e confortevole ristorante per famiglie della Capitale. Immerso nel parco di Monteverde, Villa Doria Pamphili, Vivi Bistrot ha tutte le caratteristiche dell’oasi urbana. Abbandoni il caos turistico di Trastevere, i giganteschi ratti del lungo Tevere ed eccoti sognante, con un filo d’erba tra le labbra, nella Villa del Bel Respiro, come la chiamavano gli antichi. Manca solo un cappello di paglia e il quadretto agreste è completo.
La musica del parco di regola è il silenzio. Ma Villa Doria Pamphili è stata protagonista di una grande stagione musicale, con i giovani musicisti del conservatorio di Santa Cecilia che dagli anni '90 hanno portato la musica classica en plein air, grazie alla tenacia di un’altra mamma, la pianista Teresa Azzaro.
Prima o poi si dovrà provare un abbinamento parco-musica-cibo che non dia i pessimi risultati di Villa Celimontana. Nel frattempo, a Villa Pamphili le signore propongono prodotti da allevamenti biologici. Niente di romano, a conferma dell’extraterritorialità del parco: hummus, trofie con bottarga di tonno, farro alla provenzale, cous cous con ratatouille di verdure, pollo biologico al curry di Madras, soppressata di polipo su letto di sedano, quiche lorraine, insalate a volontà e, per finire, tarte tatin, brownies, apple crumble e carrot cake.
Prenotando in anticipo si possono avere menù senza glutine per celiaci e menu specifici per i bimbi. Le mamme imprenditrici organizzano anche merende e feste per bambini, nel giardino della Lavanda. A guastare un po’ il clima bucolico arriva il conto, non proprio leggero: i primi costano da 12 a 14 euro, i secondi intorno a 14, le insalate da 10 a 12 e i dolci da 5 a 6.

Bonus: il traffico, questo sconosciuto e le urla dei bambini
Malus: la lotta per l’affollato brunch domenicale e le urla dei bambini.

I VOTI DI PUNTARELLA
CUCINA 6,5
SERVIZIO 6,5
AMBIENTE 8

* Il testo della rubrica è in versione integrale. Su Alias Ultrasuoni troverete una versione light, poche calorie, molto sapore. La rubrica avrà cadenza prima mensile poi, se tutto va bene, quindicinale. Ora tocca a voi: diffondete, sherate, riproducete, riproducetevi, taggate, twitterate, shakerate!
Ah, Puntarella Rossa è anche su Facebook, dove offre consulenze private, consigli personalizzati senza conservanti e a chilometro zero, o quasi. Cercateci!

lunedì 15 novembre 2010

RIFLESSIONI DI UNA NOTTE DI MEZZ'AUTUNNO
Classifiche, odi et amo














Le classifiche, tutte le classifiche, sono delle sòle, come si dice a Trastevere. Anche la nostra non è da meno. Nel senso che agisce su un terreno molto opinabile, che oscilla sui gusti personali e sulle infinite variabili di una cucina che non solo cambia nel tempo, ma spesso è diversa da un giorno all'altro. Per non parlare del servizio e dell'ambiente, fondamentali nell'esperienza gastronomica. In più, va detto, le classifiche creano aspettative. Se entro in un'osteria al buio, mi godrò, eventualmente, l'esperienza piacevole e la bella sorpresa. Se entro nel ristorante insignito da questa o altre guide con un premio o un buon posto in classifica, mi aspetterò meraviglie. E si sa che le aspettative si accoppiano volentieri con le delusioni, generando frustrazione e risentimento. E allora perché tenere in piedi la top 20 di Puntarella? Perché è un gioco, sia pure molto serio, un tentativo di mettere qualche punto fermo in un panorama complesso come quello della ristorazione romana. Tanto più difficile in quel segmento che piace a noi di Puntarella: quello di prezzo medio e di qualità medio-alta, che esclude le eccellenze (già recensite e conosciute altrove) e le bettole.
Detto questo, questa classifica si nutre anche delle vostre segnalazioni, dei vostri umori e malumori, degli entusiasmi e delle delusioni. E dei vostri rilievi. Così è arrivato il momento di rimettere qualche casella al suo posto. Tocca, per cominciare, scalzare Danilo dalla prima posizione. Ferma restando la qualità del locale, ci sono alcuni elementi che sono diventati con il tempo troppo fastidiosi per lasciarlo in vetta alla cima: un servizio rigido e a tratti scortese e l'assenza di ricevuta fiscale. Su quest'ultimo punto si è deciso di non transigere più.
No ricevuta no party.
Altro ristorante che perde posizioni e, anzi, esce dalla top è l'Anatra Grassa. Ha cominciato bene la nuova gestione, ma si è un po' perso. Sono arrivate molte critiche negative e una seconda visita ha confermato la piacevolezza del posto, ma anche una cucina non sempre all'altezza. Qualche posto in meno anche per Le Tre Zucche, causa disfunzioni del servizio, talvolta in affanno. Così come si conferma un posto piacevole ma con un servizio pessimo l'Osteria Chiana, dove giovani pulzelle lanciano rispostacce e quasi ti invitano a uscire.Tra le new entry, poche per ora, visto che le novità positive non si sprecano in città, segnaliamo l'Osteria di Monteverde, una piacevole osteria di quartiere, e l'Osteria dell'Arco, che ha saputo conquistarsi un suo spazio. Settembrini, con la sua cucina divertente e solida e con la rivoluzione completata dell'acquisizione del Bar Giolitti, sale al primo posto, più per mancanza di concorrenti all'altezza che per nuovi meriti: ottimo (ma non fatevi troppe aspettative).  

sabato 13 novembre 2010

Cacio criminale















Scrocchiazeppi, mangiando intorno alla bara del Libanese un piatto di cacio e pepe cucinata dal cuoco di fiducia della banda: "Ho capito chi ha ammazzato Libano. E' stato zi Remo, co' tutto sto pepe, li mortacci sua".