martedì 26 ottobre 2010

RISTORANTI ROMANI  / NUOVE INSEGNE

Osteria di Monteverde















Via Cartoni 163 - tel. 06-53273887. Sito Internet: losteriadimonteverde.it La mappa
Il ragazzo è burbero di fisiognomica, ma solido d’esperienza e di buon cuore, almeno a giudicare dallo sconto finale non richiesto. Ci sarebbe da aprire un discorso sulla pratica dello sconto, sconosciuta in molti ristoranti di Roma, a meno che non ci sia di mezzo qualche impiccio con le ricevute inesistenti e finte in forma di preconto. Ma torniamo a Montevederde, in questo ristorantino piccolo ma confortevole. Esteticamente non entusiasma e raccoglie l’eredità del precedente, a causa di qualche incongruenza di troppo nei quadri e nell’arredo, ma l’atmosfera è giusta e calda e ci immaginiamo già nelle temperie dell’inverno a cercare rifugio in via Cartoni.
Se il volto del giovanotto (Fabio Tenderini) ricorda qualcosa è perché proviene da una famiglia di ristoratori ben nota, che da anni ha avviato un ristorante di qualità a due passi da campo de’ fiori, il Ditirambo. Da pochi mesi, Fabio ha deciso di lasciare il lavoro di 14 anni, di mettere nel cassetto la laurea di Ingegneria delle Telecomunicazioni e di dar vita insieme allo chef Roberto Campitelli (anche lui ex Ditirambo, ma anche Glass e Convivio) all’osteria di Monteverde, nata sulle ceneri del ristorante Le Saline. Nome non originalissimo, Osteria di Monteverde, a differenza della cucina, che naviga nei canoni della cucina tradizionale romana ma li oltrepassa volentieri. Puoi trovare i classici primi della transumanza laziale (carbonara, gricia, amatriciana), ma anche i frascarelli, pasta marchigiana condita con pomodoro e baccalà. C’è una carbonara di broccoli, ma ci sono anche animelle glassate con cicoria strascinata e rosticciana di maiale. Da segnalare le “patatone” allo yogurt e il tiramisu in versione mini, ottimo e fortunatamente non abbondante. E il pesce, in arrivo dal Tirreno, alla quale il nostro due dedica un'attenzione particolare.


NEL MENU Antipasti: crostini fegatini e cipolle 6,5 euro, coccetta di trippa e porcini 6,5; zuppetta cozze, vongole e fagioli 7; tartare di pesce azzurro con patate e cipolle arrosto 7,5. Primi della tradizione romana 7, frascarelli pomodoro e baccalà 7,5, mezzemaniche ragu polpo e pecorino, 7, gnocchi patate vongole e bottarga 7,5, gnocchi con spuntatura 7, tagliolini zucca e ciauscolo 7,5. Secondi: coda alla vaccinara 9, animelle glassate con cicoria strascinata 10, involtini di vitella romana 9.5, baccalà arrosto con patate, insalata di polpo 7, rosticciana di maiale 10,5,  Contorni: patatone allo yoghurt 3,5, finocchi alla romana, crema di legumi al rosrmarino. Dolci: panna cotta 4, tiramisu 4, mini tiramisu 3

IL CONTO Considerando un antipasto e un secondo, si spendono 16,5 euro. Aggiungendo un dolce si arriva a 20,5. Moderata anche la spesa per il vino: quello che costa meno è un Cesanese del Piglio da 10,5, il più costoso è un Aglianico Repertorio del 2005 da 17,5 euro. Noi abbiamo preso un ottimo Tornamagno marchigiano del 2003, a 14,5 euro

BONUS Prezzi veramente bassi in relazione alla qualità. Ottima l’idea di cancellare dal menu (materialmente, perché c’era proprio scritto) la tagliata di tonno, in quanto pesciolino in rapida via di estinzione

MALUS
Carta dei vini che prevede buoni vini a costo moderato, ma nessuna grande etichetta. Pessima l’idea di cancellare dal menu (materialmente, perché c’era proprio scritto) la tagliata di tonno, che a noi piace tantissimo.

I VOTI
Cucina: 7 
Ambiente: 7
Servizio: 7,5 
Prezzi: 8

mercoledì 20 ottobre 2010

NOVITA'  / PROSSIMAMENTE SU PUNTARELLA ROSSA
Nuove osterie d'autunno


Arriva l'autunno, cadono le foglie, chiudono ristoranti buoni e meno buoni (diamo addio all'indiano Jaipur di Trastevere e alla Locanda dell'interprete del Pigneto), ma per fortuna nascono nuovi arbusti che sembrano promettere più che bene. In attesa di scriverne in maniera più approfondita, segnaliamo tre ottimi ristoranti già testati.

OSTERIA DI MONTEVERDE - via Cartoni 163 - tel. 06-53273887 Spin off del notevole Ditirambo, l'osteria di Monteverde si propone come una simpatica e confortevole osteria di quartiere, con ambiente giovanile, solida cucina e prezzi più che moderati

PERCENTO - Via Sora 48 - tel. 06-68809554 Giovane cuoca israeliana (Michal Levy), cucina mediorientale ben più ortodossa di quella del Ghetto. Ambiente tranquillo e piacevole, zona centrale. Per provare qualcosa di veramente diverso.

OSTERIA BUON'ORA - Via Latina 134 - tel. 06-78358734. Trattoria con pochi tavoli, di ispirazione pugliese ma non solo. Cucina moderatamente creativa, con chef promettente (Antonio Putigliano) e qualche rigidità nel servizio di troppo.

sabato 16 ottobre 2010

POLEMICHE / PERSUASIONE OCCULTA E MARCHETTE

Buzz marketing? No, grazie


Si chiama buzz marketing. O se preferite word of mouth. O se preferite passaparolaA noi piace chiamarlo marchetta. Nel senso giornalistico, o antigiornalistico del termine.
Funziona così. L’azienda che produce la merendina “Godimento lento” non riesce a sfondare nel mercato solo con spot tv e radio, che poi son costosi. I giornali, per carità, ormai son moribondi. E così eccoci ai blog. Perché non lanciare il nuovo marchio sui siti più influenti? Pagando? Con un banner, spazio-pubblicitario riconoscibile come tale? Naturalmente no, altrimenti mica funziona.
Molto meglio insufflare nel lettore la percezione che “Godimento lento” sia il brand più alla moda del momento e lo sia per le sue straordinarie qualità oggettive. Basta qualche citazione nei blog di riferimento, quelli più credibili e autorevoli della blogosfera, e il gioco è fatto. Nasce “spontaneamente” il culto del godimento, marchio più cool del momento.
Già, ma come si fa a convincere i blogger a parlare, bene, del Godimento lento (copyright Biagio Antonacci)? Beh, c’è il metodo antico: qualche euro sottobanco e si sa che i blogger son gente povera, che si arrangia, fa quel che può. Oppure li si ricompensa con qualcosa di immaterial, una cena, quattro capponi.
Stiamo parlando male del buzz marketing? Sì.
E’ una cosa illegale? No.
E’ un’operazione commerciale del tutto legittima se condotta in modo intelligente e creativa. Ci sono aziende serie, che provano a diffondere il brand cercando di raggiungere i più influenti opinion maker e cercando di convincerli, con la forza della qualità, della bontà del prodotto.
Altrimenti, ed è il maggior numero dei casi, il buzz sfocia in un’indebita commistione tra advertising, pubblicità, e informazione, che è eticamente devastante e determina la fine della credibilità di un blog. Perché voi mica lo sapete se il vostro blogger di fiducia fa del buzz marketing. Mica lo sapete se fa del pay per post. Mica lo sapete se io scrivo godimento e poi ricevo pagamento.
Forse è utile fare un esempio. A Puntarella Rossa, qualche mese fa, ricevemmo la mail di una azienda che offriva soldi per scrivere di lei. Ignorammo. Ora riceviamo un’esplicita proposta di buzz marketing. Via posta, ovviamente, in modo riservato. Il gentile scrivente la mette giù così: “Il nostro scopo è mettere in relazione i blogger con le aziende selezionando i blog che riteniamo più interessanti e realizzando innovative campagne di passaparola online su brand, prodotti o iniziative”.
Bene. Lusingati di essere ritenuti tra i blog “più interessanti”, ci incuriosiamo per le “innovative campagne di passaparola”. Si tratta di iscriversi alla community e di “scrivere di proprio pugno un post venendo ricompensati”. Eccoci.
L’azienda specifica, a scanso di equivoci: “Non sarai mai forzato a pubblicare un articolo, in quanto il nostro unico scopo è quello di creare un canale trasparente con il blogger ed i suoi lettori, nel pieno rispetto del prezioso spazio di confronto ed informazione che gestisci”.
Ottimo. Tutto a posto quindi? Mica tanto. Se io voglio guadagnare, non c’è bisogno che loro mi dicano cosa scrivere. Basta che accedo “alla nostra piattaforma” e seleziono “la campagna più adatta allo stile del tuo blog”. Una qualunque va bene.
In realtà “loro” ce la mettono tutta per convincerti che si tratta di una “piccola rivoluzione dell’advertising” del tutto innocente e benefica. C’è anche un codice etico che condanna “l’inganno, l’infiltration, la disonestà, lo shilling, e altri tentativi di manipolare i consumatori”.
Ma l’inganno non è una sovrastruttura del buzz marketing: è il cuore stesso della strategia virale, nel senso deteriore del termine. Se io faccio un post dicendo: ho concordato con l’azienda Godimento lento di pubblicare un video che decanti le qualità del prodotto, che peraltro mi piace molto, l’efficacia sarà scarsina. Se invece metto, senza nessuna avvertenza particolare, un video in cui una morbida ragazza rifiuta le avance del nerboruto amante per dedicarsi alle gioie di Godimento lento, avrò ottenuto un ottimo risultato per l’azienda. Con un solo clic. Tanto che dall’agenzia si affrettano a specificare che se “pubblicherete un video verrete remunerati in base alle views ricevute. Voilà. Il tutto molto spontaneo, ovviamente.
Per farla breve, il buzz non ci piace, ci sembra una strategia scorretta e, anche nel migliore dei casi, un inquinamento della spontaneità del sito e del rapporto di fiducia con il lettore. Perché, come dicono i colti, si finisce nell’astroturfing, ovvero nella creazione di un consenso artificiale su un prodotto, alterando la percezione prima di tutto al blogger e poi ai suoi utenti.
E dunque lo diciamo apertamente: questo sito non fa passaparola, non fa buzz, non accetta compensi sotterranei per “consigli” camuffati da post.
Se, e quando, deciderà di accettare la pubblicità, lo farà apertamente e con trasparenza.
Tra l’altro, avendo scarse capacità di sublimazione del sesso con snack e patatine, continueremo a disprezzare la merendina Godimento lento, satura di orridi grassi idrogenati.

sabato 9 ottobre 2010

LA MAPPA
I magnifici 50 di Puntarella Rossa!




Visualizza Puntarella Rossa in una mappa di dimensioni maggiori


Romanità
Da Danilo (Merulana)
Quinto Quarto (Ponte Milvio)
Felice (Testaccio)
Da Settimio al Pellegrino (Navona)
Da Enzo (Ostiense)
Flavio al Velavevodetto (MonteTestaccio)
Fernanda (Portuense)
Palatium Enoteca Regionale del Lazio (via del Corso)
Renato e Luisa (Argentina)
Taverna Trilussa (Trastevere)
Enoteca Provinciale (Fori Imperiali)
Osteria di San Cesareo (San Cesareo)

Aperti di recente
L'asino d'oro (Montesacro)
Alchemilla (Colosseo)
Opificio (Re di Roma)
Flavio al Velavevodetto (Testaccio)
Snob (Prati)
Primo Sale (Circonvallazione Clodia)
Zoc (Zoccolette)
Anatra Grassa (Parioli)
Le Coq (Monteverde)
La scena (Piazza del Popolo)
Le civette (Monteverde)
Larys (Quartiere Trieste)

Regionali
Trattoria Monti (marchigiano, Esquilino)
La Capagira (pugliese, San Giovanni-Pigneto)
Distinti Sapori (mantovano e non solo, Flaminio)
Dal Toscano al Girarrosto (toscano, Prati)
Colline Emiliane (Emilia-Romagna, Trevi)
Capricci siciliani (siciliana, Panico-Centro)
Velando (lombardo, Vaticano)
Cantina di Ninco Nanco (Basilicata, Pantheon)
La Barchetta dal 1924 (napoletano, Prati)
Anatra Grassa (veneto, Parioli)

Cucina creativa
Le tre zucche (Portuense)
Settembrini (Prati)
Arcangelo (Prati)
Alchemilla (San Giovanni)
Satollo (Testaccio)
Giuda Ballerino (Tuscolano)
Acino Brillo (Garbatella)
La pace del palato (Pantheon)
La scena (Piazza del Popolo)
Antica Osteria dell'Incannucciata

Vegetariani
Arancia blu (Prenestino)

Aperitivi
Coffee Pot (Lega lombarda)
Enoteca Ferrara (Trastevere)
Tre scalini (Monti)
Baretto (Gianicolo)
The perfect bun (Vittorio Emanuele)
Tatì al 28 (via del Corso)

Mangiare bene la domenica
Primo (Pigneto)
Mamma Angelina (Quartiere Africano)
Mani in pasta (Trastevere)
Arancia blu (Prenestino)
Sforno (Tuscolano)

Mangiare bene il lunedì
Danilo (Merulana)
Felice (Testaccio)
Il focolare (Monteverde)
Quinto quarto (Ponte Milvio)
Palatium enoteca regionale (Piazza di Spagna)

Aperti dopo mezzanotte
T-bone (Crispi, Centro)
Bir and fud (Trastevere)
Il bar sotto il mare 2 (Prati)
Le naumachie (Celio)

In centro
Paris (Trastevere)
Renato e Luisa (Largo Argentina)
Grappolo d'Oro (Campo de Fiori)
Roscioli (Campo de Fiori)
Mani in Pasta (Trastevere)
Enoteca provinciale (Fori imperiali)

Pizzerie
Pizzarium (Prati)
Sforno (Tuscolano)
La gatta mangiona (Monteverde)
00100 Pizza (Testaccio)
La Fucina (Portuense)
Antica schiacciata romana (Monteverde)
Il secchio e l'olivaro (Portuense)
La pratolina (Prati)

Brunch
Sweety Rome (via Nazionale)
The Perfect bun (Navona)
Bocca di Dama (San Lorenzo)
ViviBistrot (Villa Pamphili)
Bibli (Trastevere)
Open Colonna (Monti)
Margutta RistorArte (Piazza del Popolo)
Gusto (piazza Augusto Imperatore)
Convoglia (Termini)
Cordon Rouge (piazza Navona)

Miglior rapporto qualità prezzo
Da Danilo (Merulana)
Quinto Quarto (Ponte Milvio)
Fernanda (Portuense)
Da Enzo (Ostiense)

Cheap
Burro e Sugo (Ostiense)

Pesce
La gensola (Trastevere)Tempio di Iside (San Giovanni)
Mamma Angelina (Quartiere Africano)
Le Mani in Pasta (Trastevere)
Capricci siciliani (Panico, Centro)
Chinappi (Fiume)
Larys (Quartiere Trieste)

All'aperto
Tempio di Iside (San Giovanni)
San Teodoro (Fori imperiali)
Acquolina (Fleming)
Satollo (Testaccio)
Arancia Blu (Prenestino)
Babette (Margutta)
Trattoria sul tetto (Vaticano)

Modaioli
Pastificio San Lorenzo (San Lorenzo)
Otto e mezzo (Veneto)
L'opificio (Re di Roma)
Snob (Prati)
Zoc (Zoccolette)

Stranieri
Green T. (cinese, Collegio Romano)
Hasekura (giapponese, Monti)
Kebab (arabo di lusso, Fiume)
Charlie Saucière (francese, San Giovanni)

Ristoranti di alto livello
L'arcangelo (Prati)
Glass (Trastevere)
All'Oro (Parioli)
L'Aquolina (Fleming)
Roscioli (Giubbonari)
Antico Arco (Gianicolo)
La scena (Piazza del popolo)

Wine bar con cucina
Trimani (Termini)
Il goccetto (Banchi vecchi)
Al vino al vino (Monti)
Casa Bleve (Navona)
Cavour 313 (Cavour)
Tramonti e muffati (Tuscolano)
Uve e Forme (Piazza Bologna)
Enoteca provinciale (Fori imperiali)

Qualcosa di speciale
A Tavola con tè (cucina anche a base di tè, Monti)
Said Fabbrica di cioccolato (cucina anche a base di cioccolato, San Lorenzo)
Maxela (macelleria-cucina, Borgo Vittorio)