mercoledì 18 agosto 2010

RISTORANTI ROMANI / GHETTO
Ba" Ghetto
Una promessa non (ancora) realizzata














via del Portico d'Ottavia 57, 06-68892868. Sito . Chiuso venerdì sera e sabato a pranzo

L'amico S. torna dal Ba Ghetto entusiasta: "Ottimo, lo devi mettere in top ten, fanno un baccalà da paura". Allora si torna in questo ristorante ebraico-romano, già apprezzato con riserva, e si verifica. Delusione, anche di S.: "Pensavo meglio, forse non è da top ten". In effetti è così, Ba Ghetto (nato nel 2009) resta una delle realtà più interessanti del quartiere, con alcuni piatti decisamente meritevoli e una bella atmosfera (anche perché di fronte c'è il Portico d'Ottavia). Ma sono troppe le pecche, sia in cucina sia nel servizio. Per dirne una, abbiamo delibato uno straordinario Cabernet Gamla Rosso, 30 euro politicamente scorrette, visto che è prodotto dagli israeliani nelle alture di Golan (occupate). Ma tant'è, le vie del boicottaggio politico sono pericolose e non ci hanno mai convinto. Ma tornando alla questione vino, alla richiesta di una seconda bottiglia, ci arriva in tavola un Gamla sì ma Merlot. Qualità decisamente scarsa, gradazione alle stelle. Per di più la bottiglia viene abbandonata sul tavolo miseramente, senza farla assaggiare. Non un caso, visto che la bottiglia precedente ci era stato servita nei bicchieri da un altro cameriere, anche questa volta senza nessun assaggio preventivo. Per chiudere il cerchio del servizio, si segnala un cameriere in evidente stato confusionale che fatica a parlare e non è in grado di dare alcuna informazione sui burik già in tavola (sfoglia di pasta fritta con uova o patate). L'unica cameriera senziente è Bruna, brusca nell'approccio ma decisamente sveglia e simpatica nel prosieguo.

LA CUCINA E la cucina? Altalenante, come già sperimentato. Ottime le focaccine yemenite, sempre buoni goulash e baccalà, deludente il carciofo alla giudia, secco e insapore. Del resto non è stagione per i carciofi (come per le puntarelle, che correttamente non ci sono). Passabili grigliata mista e spigola. Dei dolci risulta stucchevole il kunafa (pasta fillo, pistacchi, mandorle e miele), ma è questione di gusti, i dolcetti mediorientali sono così. Insomma, alti e bassi che fortificano l'impressione di confusione che contamina cucina e servizio. C'è da dire che a pranzo il servizio è molto migliore, affidato alle mani di simpatici giovani. L'impressione è quella di una promessa non realizzata: se i proprietari riprendono in mano un po' le redini della situazione, si può ancora raddrizzare.

IN MENU Fantasia di salse ( humus - ceci, teina - sesamo, babaganub - melanzane ). Falafel ( polpette di ceci fritte ). Sigariot (sfoglia arrotolata ripiena di carne ), focaccia Yemenita accompagnata con polpa di pomodoro piccante, burik ( sfoglia di pasta fritta con uova o patate ), shawarma (panino con carne d’agnello), shish kabab (spiedini di manzo macinato e speziato) Meorav Yerushalmi (carne, cuore e fegatini di pollo con cipolla), cus cus, baccalà, mergaz (salsiccia Speziata ), baklawa (pasta sfoglia, uvetta, mandorle e miele), Kunafa (pasta fillo, pistacchi, mandorle e miele ), Basbusa (dolce al semolone e cocco)

IL CONTO burik 4, carciofo alla giudia 4,5, baccalà 14, cicoria con bottarga 6, pane 1,5, acqua 2,5, Kunafa 5: 37,5

BONUS: i tavolini sul marciapiede e l'ambiente piacevole 

MALUS: il video sulla vetrina con la fotogallery di celebrità, tra le quali Alain Elkann e Alemanno...


UPDATE
(un bell'approfondimento su quell'"alimento infido" che è l'hummus, come suggerito dal puntarella's friend nei commenti, lo trovate qui

1 commento:

  1. altra pecca gravissima, l'hummus. Già controverso di suo (vedi l'ottimo pezzo di Battistini sul Corriere, http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/11/Libano_alla_guerra_dell_hummus_co_8_091111038.shtml) il piatto più importante dell'intera zona, nell'interpretazione di questo locale, è una politglia troppo agliata e poco omogenea.
    puntarella secondaria

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