mercoledì 16 giugno 2010

POLEMICHE
Repubblica, la guida che non guida


La prima regola è che non si parla mai male dei concorrenti.

E chi l’ha detto? Qui l’ipocrisia non è di casa e poi non siamo neanche concorrenti, visto che per ora (per ora!) una guida cartacea di Puntarella Rossa non c’è. Ma siccome siamo rompiscatole quanto basta, qualche riflessione sulla nuova guida di Repubblica Ristoranti di Roma 2010-2011, uscita oggi in edicola (a 12.90 euro), la facciamo volentieri.

- Che credibilità può avere una guida che contiene sparse al suo interno diverse pagine con pubblicità di ristoranti, alcuni regolamente recensiti ed incensati? Il conflitto d’interessi ce l’ha solo Berlusconi?

- Che utilità può avere una guida che riporta tremila recensioni di ristoranti e altri locali e non ce n’è una che sia, sia pure lievemente, critica nei confronti del recensito? Non c'è traccia di votazioni o giudizi che orientino il lettore. Più che una guida sembra un elenco del telefono.

- Non dico che si sperasse in una guida tascabile, ma produrre un tomo di 1032 pagine, di peso incalcolabile, in caso di trasporto a mano può provocare gravi danni alla postura. Siete pronti alle richieste danni? La guida finirà inesorabilmente a prender polvere su qualche scaffale. Ma non si potevano tagliare almeno le 120 pagine di inutili mappe?

- Dopo aver compulsato lo sterminato e orizzontale elenco di ristoranti, osterie, trattorie, pizzerie e company si scopre che ne mancano diversi all’appello. Ma sopratutto manca l’Anatra Grassa. Che cos’è? Calma, qui non abbiamo i potenti mezzi di Repubblica. Comunque è una delle scoperte migliori di questo 2010: dateci qualche giorno e lo scoprirete su Puntarella Rossa! (gratis, tra l'altro) 

lunedì 14 giugno 2010

RISTORANTI ROMANI / ZONE CENTRO
Zoc
Modernariato chic e uno splendido cortiletto interno















via delle Zoccolette 22. Tel. 06.68192515
Zoc rientra alla perfezione nella categoria “Neoosteria chic”. Nuova lo è di sicuro, visto che ha aperto in sordina da un paio di mesi. Osteria anche, perché non è ristorante di lusso né ti assilla con formalismi superflui. Sullo chic, poi, non ci sono dubbi, nel senso di quella eleganza blasè e délabrè tipica delle nuove osterie. Modernariato, miscela di arredo retrò e di accenni industriali, un concentrato di mobili antichi/moderni, poltrone e poltroncine usate, sedie e tavolini tutti diversi e di fascino, insieme a diverse stravaganze da chincaglieria artigianale. tavoli Tolix, sedie Jacobsen, étagere in ferro battuto che fanno venire voglia di ascoltare un vecchio brano del giovane Vincent Delerm. Per intenderci, Zoc, prima di diventare un ristorante, era un negozio che vendeva mobili e più precisamente il negozio che forniva Urbana 47, ristorante gemello di Monti, decisamente trendy. Ma questo Zoc è senz’altro meglio, soprattutto nell’ambiente, una grande sala divisa da una colonna e un cortiletto di gran fascino, nel quale si può cenare fino a una certa ora, evitando schiamazzi, o meglio ancora concedersi un aperitivo.

CUCINA In cucina c’è un giovanissimo chef, Alessandro, che dalla sua ha una straordinaria voglia di fare e un approccio tra il naif e il timido, ma simpatico. Non di rado, se chiedi informazioni sui piatti, te lo spediscono al tavolo, dove si dilunga in spiegazioni tecniche sulle sue preparazioni. Detto questo, la cucina è ancora zoppicante, con alcuni piatti ben cucinati e altri che lasciano decisamente a desiderare. L'hummus, per esempio, non è certo dei migliori, e il gazpacho è servito in versione light, con poca cipolla e poco aglio, forse per non disturbare i gusti metropolitani della clientela chic. D'accordissimo, ma allora perché farlo?

NEL MENU' Hummus e carote 8.50, tortino di patate 10.50, pere e pecorino 10, alici 11, tonnarelli cacio 11, farrotto 12, costolette di maiale 18, filetto 19, pollo al curry 15, kebeb di manzo 13, sorbetto 7, grappa al mirto 5, arancini 11, crema di borbontini 11.5, saltimbocca 16, insalata con yogurt 8, tiramisu 6.5, millefoglie 7, muffa nobile bicc 6, muffo 7

IL CONTO Cena completa: antipasto 10, primo 10, secondo 18, dolce 7, acqua 2, caffè 2, pane 2.5: totale 51,5

BONUS: il cortiletto, l’eleganza finta trasandata, antica e moderna allo stesso tempo. I mobili in vista, come da Urbana 47, sono in vendita.

MALUS: i bagni, piccoli e non all’altezza

LA CURIOSITA' Anche qui, come da Urbana, grande uso ed abuso di cibi biologici e del famoso/famigerato chilometro zero. La materia prima arriva da Magiordomus (e può arrivare anche a voi, a domicilio)

I VOTI
Cucina: 6+
Ambiente: 7 1/2
Servizio: 7
Prezzi: 6

venerdì 4 giugno 2010

RISTORANTI ROMANI / CAMPO DE' FIORI

Osteria La Quercia


Una bellissima piazza e tavolini all'aperto per una cena non impegnativa
















Piazza della Quercia 23, tel 68300932 Sito Internet: http://www.laquerciaosteria.com/. 
Aperto tutti i giorni a pranzo e cena 

Mangiare all'aperto o mangiare bene? Amletismo ben noto ai romani, che si può anche arricchire di una terza variante: mangiare all'aperto bene pagando tanto. E così quando si trova un posto all'aperto dove non si becca la salmonellosi e la carta non va  in tilt, conviene segnalarlo, All’ombra della splendida quercia di piazza della Quercia, sorge da un annetto un bel ristorante all’aperto che si chiama, indovinate un po’, La Quercia. Trattoria tanto all’aperto che i tavolini hanno ormai invaso la piazza, allargandosi vicino alla chiesa (Santa Maria della Quercia dei macellai, che Papa Giulio II nel 1507 concesse ai viterbesi e Clemente VII affidò alla corporazione dei macellai). Tavoli e sedie circondano ormai militarmente l'imperturbabile quercia. Si sentiva il bisogno di un posto tranquillo, lontano dalla marmaglia birraiola di Campo de’ Fiori (ma in realtà a due passi), dove si respira un po’ di pace e tranquillità.
La Quercia ha aperto un anno fa sulle spoglie di un vecchio ristorante chiuso da tempo e fa spesso il tutto esaurito sfruttando i suoi due atout: i tavolini all’aperto e il cibo commestibile. Niente di speciale, per carità, se cercate una cena raffinata avete sbagliato indirizzo. Ma mangiare decentemente da queste parti non è facile, escludendo l’ottimo Roscioli, s’intende (e il nuovo Open Baladin, ma anche Grappolo d'Oro e Ditirambo). Certo, capita di trovarsi una carbonara che, sospetta un commensale, è stata fatta con il burro. Ma sembra un incidente di percorso, ché i fritti sono ottimi e gli altri piatti tutti sopra la sufficienza. E anche il conto è una piacevole sorpresa, per una serata non impegnativa e defatigante. 

DAL MENU'  Tempura vegetale (8 euro) Fiori di zucca 6 Filetti di baccalà 8 Bruschette al pomodoro 5 Prosciutto e bufala 9. Primi: pataccacce all’ortolana 8,  lasagna vegetale 8 Ravioli pomodoro 8 Carbonara cacio e pepe e matriciana 7 Fettuccine ai porcini 12 Paccheri al ragù bianco di chianina 10 Coniglio alla cacciatora 12 Entrocote 12 Filetto ai tre pepi 20 Cheateaubriand 36 Polpette vino bianco 10 Ossobuco con piselli 12  baccalà con verza 14 coda alla vaccinara 12 Cervelletti di abbacchio fritto 10. Dolci:  Panna cotta


BONUS La quercia, ovviamente, e la bellissima piazzetta

MALUS L'eccessivo affollamento che, talvolta, spezza la quiete

I VOTI
Cucina 6+
Ambiente: 7
Servizio: 6,5
Prezzi.: bassi