domenica 28 febbraio 2010

RISTORANTI ROMANI / TRASTEVERE
Le Fate



viale di Trastevere 130. tel 06-5800971 Sito Internet http://www.lefaterestaurant.it/
La mappa

Un ambiente tutto ninnoli, lucette, boiserie, statuette, cortecce d’alberi, fatine scandinave, grandi lampadari con lucette di natale. La scritta “bagno”, per dire, è composta con turaccioli di legno e l’interno dello stesso ha la stessa bislacca ispirazione. La lampada che spicca sul nostro tavolo è una mezza sirena sinuosa. Ambiente carico, accogliente, caldo. Un po’ sopra le righe, si potrebbe aggiungere. Oppure un po’ stucchevole, come suggerisce la mia dolce accompagnatrice. Comunque la pensiate, benvenuti alle Fate, ristorantino bijou aperto dal 2000 in una zona poco fatata, viale di Trastevere, non molti metri dopo il ministero dell’Istruzione.
I gestori son gente d’ingegno e hanno fatto sistema. Oltre al ristorante (il cui decoro è ispirato ai racconti di fate ed elfi di Brian Froud), c’è infatti un B&B, che consente un travaso di clienti, e ci sono le cooking lessons, lezioni di cucina di Andrea Consoli pensate per clienti stranieri desiderosi di imparare ricette romane, a soli 50 euro per persona. Non solo. Visto che il negozio della mammina ha dovuto chiudere, gli oggetti di bigiotteria un po’ strampalata che restavano si trovano ora qui, in vendita nel ristorante, con tanto di cartellino con il prezzo.
Che altro? Ah già, il ristorante. Diciamo che il servizio è molto cordiale, ai limiti del troppo. La cucina è buona, anche se non tutti i piatti sono riuscitissimi: ottima la crema di ceci, idem per i crostini con fegatini e rum, un po' azzardato il filetto di maiale all'uva con curry, che non sembra neanche più filetto di maiale. Buono il gelato alla cannella. I prezzi sono piuttosto elevati. Però la sensazione complessiva, magia dei mondi fatati, risulta ugualmente piacevole e il giudizio finale non negativo. Diciamo che escludendo ragazzotti e comitive scolastiche, potrebbe essere una scelta simpatica per una cena a due, a lume di candela e di fatine. Molti clienti sono stranieri, a causa del suddetto b&b e della segnalazione sulla Routard. La carta dei vini è esclusivamente laziale, così come la cucina.

IL MENU' Gentile omaggio iniziale, una crema di ceci. Tra gli antipasti ce Amore e pigrizia, ovvero ratatouille di verdure grigliate e gratinate a 15 euro. Poi crostini con patè di fegatini, rum, alloro e olio (7), il gran tagliere delle fate, che comprende salame, corallina, lonza, bufala, caprino, provola, pecorino (18), prosciutto e mozzarella (10), caprese (9). Tra i primi ci sono gnocchetti verdi allo speck (13), tonnarelli al ragù di anatra (12), pasta fresca basilico e bufala (10), ravioli con burro e salvia (11), bucatini all’amatriciana (9), carbonara (11), gricia (10), zuppa del giorno (9). Tra i secondi ci sono filetto di maiale all’uva con curry (18), piccatine al limone (12), saltimbocca alla romana (13), tagliata alle Fate (25), petto di pollo alla griglia con patate (15), patate all’olio magico (6), patate fritte (5). Tra i dessert gelato alla cannella (8), crostata alla nutella (7), salame di cioccolato (7), tortino di cioccolato fondente (9). Tra i distillati, la mentuccia (5), la sambuca vecchia (5), il limoncello della nonna Lella (5), l’amaro delle fate alle erbe (4)

IL CONTO Esempio di cena completa, vino escluso: antipasto 7, primo 12, secondo 18, contorno 6, dolce 6, pane 2, acqua minerale 2. Totale: 53 euro. Cena moderata: antipasto 7, secondo 18, pane e acqua 4. Totale: 29 euro

BONUS: qualche tavolo all’aperto e la connessione wireless. E i corsi di cucina per stranieri, che riscontrano giudizi entusiastici su Tripadvisor (http://www.cookingclassesinrome.com/) .
C'è un menu per bambini fino a 12 anni, da 15 euro (pasta al pomodoro, petto di pollo alla griglia con patatine fritte e insalata verde, crostata alla nutella).

MALUS: ambiente accogliente ma decisamente lezioso, porzioni non abbondanti e prezzi non moderati. Il sito internet riporta prezzi non aggiornati e decisamente inferiori rispetto a quelli reali (due esempi, carbonara a 11 euro e non 9 e tagliata a 25 e non 18)

I VOTI
Cucina: 6,5
Ambiente: 6 (o 8, se vi piacciono elfi e fatine scandinave...)
Servizio: 6
Prezzi: 5,5

domenica 7 febbraio 2010

RISTORANTI ROMANI / MONTESACRO
L’asino d’oro









Via Valsavaranche 81, tel 06-64491305. http://www.trattorialasinodoro.it/. Aperto tutti i giorni.
La mappa

Lucio Sforza è quel signore con la barba ben curata, l’occhio acceso da una luce un po’ sinistra, il grembiulone bianco e inguardabili crocs rosse che ogni tanto s’affaccia dalla cucina. Chef orvietano di una certa notorietà (già tre gamberi), ha lasciato il suo piccolo locale umbro per approdare a Montesacro, in un’anonima stradina dal nome misterioso e impronunciabile, Valsavaranche. Da un paio di mesi, dopo lunghi lavori travagliati, tra i palazzoni di periferia spicca il biancore accecante delle vetrine del suo ristorante, sormontate dalla scritta L’Asino d’oro, vergata in un carattere incongruamente anni ’30.

L’AMBIENTE Design d’impatto (firmato Gianfranco Pigozzi, studio Gaudion), luminosissimo e spazioso, tutto dominato da un bianco reso algido dal neon, L’Asino d’oro dispone di un’unica grande sala, nella quale alcuni tramezzi di cemento grigio creano aree separate. Alle pareti lunghe file di bottiglie retro illuminate. Sui bianchi tavoli (Saarinen) e sedie (Jacobsen), riposano linde tovagliette di carta. In sottofondo, musica classica che non disturba. Poteva essere un ristorante raffinato, l’Asino d’oro, ma basta sbagliare l’illuminazione e subito casca l’asino: la purezza scandinava diventa algidità e la raffinatezza si trasforma in desolazione da mensa high tech. Ed è un peccato perché la cucina dell’uomo con le crocs merita una segnalazione, se non altro perché introduce sapori d’alta cucina e ricette umbre ed etrusche nel panorama romano, e romanesco, della ristorazione cittadina.

LA CUCINA Si comincia posando il cappotto su un appendiabiti e, appena seduti, ecco in omaggio un ottimo patè di fegato, cremoso al punto giusto. La carta è spiazzante per chi si aspetta la solita lunga teoria di cacio e pepe e saltimbocca alla romana. In lista ci sono piatti di una buona consistenza, non adatti a vegetariani e a signorine di scarso appetito. Menu di territorio con ingredienti di qualità. Assaggiamo il baffo alla salvia e aceto, che è il modo orvietano per chiamare il guanciale di suino: ottimamente rosolato in padella, croccante e mortale per la salute, comme il faut. Buono ma non indimenticabile il cacio forte, formaggio di capra stagionato dodici mesi, lievemente piccante, servito con pere e mele. Deludono un po’ gli gnocchi di patate con il rancetto: cipolla e pancetta non legano con lo gnocco che se ne sta sulle sue, renitente a socializzare con il sughetto. Ottime, invece, le polpette di pane con cipolla, saporite e morbide. Come pure morbidissimo è il cinghiale in dolceforte, altra ricetta umbra: la carne marinata, stufata e speziata con chiodi di garofano viene condita con cioccolato amaro sciolto.

PIATTI DAL MENU Baffo alla salvia e aceto (9), frittata di castagne (10), fegatelli al finocchio (10), mazzafegate in padella (8) Coratella d’agnello (10) Sanguinaccio in padella con passito (8), Cacioforte con pere e mele (10), prosciutto di cinghiale pecorino, finocchi stufati all’arancia (4), verza riccia ubriaca (4), erbe di campo in padella, passata di ceci (9), strangozzi con broccoli e acciughe (10), gnocchi di patate con rancetto (12), spaghetti all’uovo con i carciofi (13), fettuccine con ragu bianco di cinghiale (14), rigatoni al sugo di pajata (14), polpette di pane in bianco con cipolla (12), cinghiale di dolceforte (19), lesso rifatto con le patate (20), lingua di vitello in salsa verde (16), trippa in umido (12), animelle al vin santo (19), capocollo (16) baccalà (16), fegato di vitello, involtino al sugo (13).

IL CONTO Considerando una pasta (12), un cinghiale (19), un carciofo (4) e l’acqua (2) si va a spendere 37 euro. Noi abbiamo preso una bottiglia di Gaudio, buon vino orvietano (24)

BONUS La cucina di alta qualità a prezzi elevati ma non troppo e l'innesto in città, per di più in periferia, di ricette non romane. Per chi vuole comunque spendere meno c’è l’encomiabile “pranzetto” a 12 euro

MALUS
il design scandinavo del tutto fuori luogo rispetto all’habitat di quartiere e un po’ raggelante, soprattutto se il locale è vuoto.

I VOTI
Cucina: 7
Servizio: 7
Ambiente: 5
Prezzi 6

Link Utili Passione Gourmet