martedì 24 novembre 2009

POLEMICHE / L'addio alle guide e il ruolo di Internet

Santin? Non siamo al suo servizio




L'indignazione è l'oppio dei popoli e noi si rifugge da questa pratica immonda che lascia tutto com'era o peggio. Che il nostro piangere, checché ne dica Dario Fo, fa bene al ricco, al cardinale e anche al re. Però poi si vacilla quando si leggono di seguito tanti obbrobri. Solo nelle ultime ore, per dire, siamo venuti a scoprire che servono due autopsie per capire che un poveraccio defunto aveva cranio, mandibola e spina spina dorsale fratturata. Che il capo della più grande impresa alimentare italiana, Tanzi, non sapeva cosa facevano i suoi manager. Che un partito candida un presidente di Regione perché ha curato la mamma del premier. Che un ministro vorrebbe abolire la pausa pranzo, non potendo abolire i chiari di luna, che a quelli c'avevano provato invano i futuristi. Che qualcuno ha avuto la brillante idea di produrre il Wine Zero, vino anti-sballo, senz'alcol.

Cosa manca? Ah, ecco, per passare dal serio al faceto, c'è il signor Ezio Santin, di professione chef, che fa sapere al Corsera di aver spedito una mail ai vari direttori delle guide gastronomiche per farsi escludere. Motivo? "Sono 33 anni che siamo sotto esame. Ora pensiamo che sia giunto il tempo, come Gualtiero Marchesi, di prenderci questa libertà". Troppa pressione psicologica, dice il Santin. E poi, dulcis in fundo, "c'è già Internet che ci segnala in tutto il mondo".
Internet? Nel nostro piccolo invitiamo caldamente a disertare il ristorante di Santin, l'Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano. Perché se l'egregio chef non ha capito cos'è Internet, cosa sono i blog, cos'è l'informazione, sarà il caso che qualcuno glielo spieghi. Se pensa che le guide ufficiali, da Michelin al Gambero Rosso, siano una casta, una combriccola di amici che favorisce altri amici e che giudica in base a criteri talvolta opachi, si può anche non dissentire del tutto. Ma è davvero ridicola la pretesa di non essere giudicati, di ordinare a qualcuno di non scrivere di lui. Baricco, almeno, lamentava l'assenza di recensioni (che poi c'erano, s'era un attimo distratto). Santin, al contrario, preferisce far soldi in pace, senza che nessuno metta il naso sui suoi piatti e sui suoi prezzi.

Quanto a Internet, è triste constatare l'immagine che Santin ha della rete. Una vetrina pubblicitaria, una grande google maps che serve a far confluire la massa beota verso la sua macchina per far soldi. Che in parte sia vero, che ci siano siti prezzolati, foraggiati da ristoratori, a copertura di veri e propri banner pubblicitari, non toglie nulla al fatto che la rete è anche e soprattutto altro. E forse sarebbe il caso che i siti enogastronomici italiani facessero arrivare la loro voce fino al signor Santin: "Caro Santin, non siamo al suo servizio".
AGGIORNAMENTO IMPORTANTE
Forse è utile avvertire i pochi lettori di Puntarella Rossa che la massa di voti "deludente" a questo post ha un'origine ben precisa, il facebook di Maurizio Santin, figlio di Ezio. Il quale ha invitato i suoi amici di Fb a "farsi due risate" su uno che "non ha capito nulla".
Comprensibile, la famiglia è una delle ultime cose sacre in Italia. E chiunque, figlio o non figlio, ha il diritto di farsi due risate, se ha questo desiderio. Meno comprensibili i commenti fb che qualificano Puntarella Rossa come "analfabeta" (causa refuso, ora cancellato) (i refusi capitano, sarebbe facile infierire sulla commentatrice Mariella che scrive "se avrebbe detto").
Non contenti, i simpatici amici di Maurizio ci danno dell'"idiota" e dello "stronzo". Senza che lo stesso senta il bisogno di stigmatizzare. Ma siamo uomini di mondo, non è un problema, ognuno si assume la responsabilità del suo linguaggio e dei suoi commentatori.
Quanto ai contenuti, le critiche più sensate si concentrano sull'invito a disertare. Ovviamente, ma non tutti sono tenuti a capire, si trattava di una provocazione polemica, di una sfida a qualcuno che si pretende da una parte al di sopra dei giudizi critici, e anzi li rifiuta, e dall'altra tratta i blog e la rete come uno strumento acritico, pubblicitario, utile solo per attirare clienti. Inutile dire che non abbiamo né la forza né la voglia di organizzare boicottaggi.
Noi abbiamo il massimo rispetto di Santin padre e Santin figlio (che compare tra gli amici di Puntarella Facebook, tra l'altro) e vorremmo che ci fosse lo stesso rispetto per chi si occupa di cucina, sulla carta stampata e sulla rete. In questo caso, andremmo volentieri nel suo ristorante e inviteremmo a fare altrettanto i nostri lettori. Con Santin, del resto, non c'è nessuna questione personale. Non lo conosciamo de visu e non abbiamo motivo di detestarlo. Ci sembrava legittimo criticarlo per le cose che ha detto. E naturalmente siete liberi voi di criticare noi.
E ora andate in pace, la messa è finita.

11 commenti:

  1. io penso che un professionista sia libero di dire dopo 30 e + anni di carriera di non voler avere il giudizio di nessuna guida , mi sarebbe sembrato sbagliato se avrebbe detto di no ai controlli dell'asl , o della finanza o se si sarebbe sottratto al giudizio dei suoi clienti , ma perchè se io non voglio devo comparire in una guida , non vedo la polemica e non capisco come lei si sia permesso di dire di non andare + nel ristorante del signor Santin ,la buona cucina non è una religione , le guide non sono delle bibbie ,lasciate ad ognuno la libertà di andare dove vuole e di essere menzionato dove vuole ... potevate sottolineare l'evento , ma è stato molto di cattivo gusto dire di disertare il locale di una persona con trent'anni di carriera alle spalle....

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  2. Condivido totalmente il post di Mariella. Se poi andiamo a vedere le gaffes delle guide, che recensiscono locali chiusi da anni ...
    Comunque l'invito a disertare Santin, che personalmente non conosco, è proprio una caduta di stile ...

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  3. condivido il post di mariella, e mi sembra una caduta si stile di puntarella rossa, che tra l'altro non ho mai avuto il piacere di leggere. Ma una persona che giudica il modo di esprimersi di un'altra, solo perchè l'uno ha un linguaggio più forbito, è qualcuno che è salito su di un piedistallo e non si sa perchè! Lasciate alle persone il gusto e date loro quindi il potere di giudicare il cibo senza essere influenzati da questa o quest'altra guida. Il gusto è una cosa personale!!!!

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  4. si..... se avesse , bravo hai detto bene , solo che io non scrivo recensioni e non ho corretto e ricorretto il mio testo dopo averlo scritto , è stato un'intervento fatto di getto , non un articolo che avrei sicuramente vagliato bene prima di pubblicare...signor puntarella ...mi facesse il piacere...ahhahahahah , può andare in pace , amen...

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  5. io porterei rispetto a un professionista come Ezio Santin, pensare prima di scrivere......

    ps : e' mai stato nel ristorante di Ezio Santin?

    cordiali saluti
    roberto

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  6. Qualche informazioni forse utili su Ezio Santin (tirate del blog di Stefano Bonilli):

    "La presentazione della nuova edizione della Rossa si svolge alla Triennale e un'altra novità è la presenza di Ezio Santin alla cerimonia di premiazione.
    Lui, vecchio tre stelle insieme con Marchesi negli anni Ottanta, oggi due stelle, aveva scritto a tutte le guide chiedendo di non essere più classificato come già aveva fatto Marchesi gli scorsi anni.
    Questa volta la Michelin ha risposto alla richiesta chiamando Ezio Santin alla premiazione, omaggio a uno dei cuochi che hanno fatto la storia della cucina italiana degli ultimi 40 anni."

    Mi scusi gli errori; non sono italiano.

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  7. Ma il piangere del contadino non era di Jannacci?

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  8. il testo di "ho visto un re" è di Dario Fo, la musica di Paolo Ciarchi. La canzone è stata incisa per primo da Enzo Jannacci e appare in molti siti a doppia firma. Ma la storia è ancora più complessa ed è qui http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1157&lang=it

    (detto questo, Enzo Jannacci resta uno dei più grandi autori e interpreti italiani e uno dei più sottovalutati)

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  9. Il problema sono le donne dei blog, hanno l'ormone un po' impazzito. tutte amano santin figlio, sognano un enorme tortino dal cuore morbido da dove spunti fuori il maurizio ...

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  10. Cara puntarella rossa, hai tutta la mia solidarietà. Gli interventi sopra, molto mooolto sospetti, fondamentalmente sostengono che dopo 30 anni di carriera Santin può dire basta, causa stress. E quando la combriccola del quartierino lo osannava come una pop star e gli portava clienti e soldi, laggiù a Cassinetta di Lugagnano (CASSINETTA DI LUGAGNANO!!!), allora andava tutto bene? Disertiamo e boicottiamo, ci guadagneremo in soldi, benzina e autostima

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  11. E' la prima volta che leggo il tuo blog, arrivandoci da Dissapore, e sono in totale accordo con te.
    Mi viene solo da aggiungere che, dai commenti che vedo, Santin non è il solo a non aver capito nulla di internet...
    Fatti coraggio la rete li seppellirà

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