lunedì 12 ottobre 2009

Flavio Al Velavevodetto


Via di Monte Testaccio 97-98. 06-5744194. Sempre aperto


Ti inoltri nel caos di Testaccio, superi in agilità il Contestaccio ("E anche stasera non avete pagato un cazzo"), scavalli il RadioLondra e i ragazzotti con il coltello a farfalla nel tascone, vai un po' più su, oltre gli sbronzi e i tacchi a stiletto ed ecco finalmente Flavio Al Velavevodetto (tutto attaccato, sì). Discutibile nome (la seconda parte ereditata dal vecchio locale) per un ristorante nuovo nuovo (aperto nel marzo scorso), che ha dalla sua una straordinaria ambientazione e una parentela non ininfluente con il ben noto Felice a Testaccio. Già, perché il Flavio del nome di cognome fa De Maio ed è l'ex chef di Felice, che se n'è andato dalla casa madre portandosi via tre tra camerieri e aiuti chef, oltre a una sapienza culinaria di tutto rispetto. Difficile non notare la parentela di alcuni piatti con quelli di Felice. Ma cominciamo dalla location, come si dice a Milano (del resto a Milano si può anche domandare impunemente "ti puoi shiftare per favore?").

L'AMBIENTE Ci sono tre sale, anzi cinque. Una verandina esterna che dà sulla via Monte Testaccio (voto 7), un cortile (7,5), una terrazza a cui si accede con scala a chiocciola (8) e un paio di sale interne (6,5). Il voto più basso è per queste ultime, ma non sono affatto male, grazie anche all'intonaco grezzo e alle vetrate che proteggono i cocci delle grotte naturali dell'omonimo Monte. Il servizio, come spiegava anche il buon Simone Cargiani, sul Corriere, è "alla romana", nel senso peggiore del termine. A noi è capitato un cameriere che al minimo accenno di poter accendere una sigaretta (d'accordo, è vietato), ha quasi inscenato uno svenimento, spiegando con toni drammatici di essere "cardiopatico". E siccome, nonostante il cinismo che ci è riconosciuto, sarebbe stato seccante avere un (cameriere) morto sulla coscienza, abbiamo desistito. L'evenienza avrebbe anche ritardato la consegna dei piatti, già lentina. Tra l'altro una bottiglia di vino è rimasta una decina di minuti sull'altro tavolo, dimenticata. In altra occasione, un raviolo è diventato tagliolino e via dicendo. E vabbè. La buona volontà, comunque, c'è e al cagnolino nostro accompagnatore è stata servita, senza che lo chiedessimo, una bella ciotola d'alluminio colma d'acqua.

IL MENU Naturalmente non c'è. Il menu scritto, dico. Visto che parliamo di servizio alla romana, si va sulla memoria, con il cameriere di cui sopra che ci elenca i piatti a memoria. Ci sono tutti i classici della cucina romana. Martedì e venerdì pesce (fritto di paranza, ricciola e baccalà), giovedì coratella e gnocchi, sabato abbacchio. Gli antipasti non sono il forte del locale, ma ci sono prosciutto a mano e mozzarella di bufala. A seguire mezze maniche alla gricia, amatriciana (ottima) e carbonara, stile Felice. Noi proviamo degli ottimi spaghetti con scampi, vongole e diversi altri tipi di pesciolini. Ci sono anche tagliolini e ravioli ricotta e spinaci alla Flavio, con sei spezie (timo, maggiorana...). Per i secondi da segnalare ci sono fettine impanate, pollo alla romana, una tenerissima spalla di vitello alla fornara e delle ottime polpette di bollito, misto manzo e gallina, fritte. Non leggerissime, come non lo è affatto lo straordinario tiramisù al bicchiere, una crema-bomba che può causare danni glicemici permanenti. Meno buona, ma più che accettabile, la sbriciolata al cioccolato. Per quanto riguarda il vino si consiglia il 40/60, blend che tempera la rusticità del Cesanese (60 per cento) con l'innesto di Shiraz (40). E' prodotto da Olivella, azienda dei Castelli Romani in ascesa e ha uno straordinario rapporto qualità/prezzo: qui lo vendono a 12 euro a bottiglia.

IL CONTO Considerando un primo da 11 (oscillano tra 9 e 12), un secondo da 16 (ma le polpette fanno 12), un dessert (6 euro), un'acqua (2), un caffè (1) e un pane/coperto (1), si arriva a spendere la cifra più che ragionevole di 37 euro.

BONUS Ottimo rapporto qualità-prezzo, straordinario dehor. Si consiglia anche una gita di domenica, a pranzo: Monte Testaccio è un paradiso, spariti i greggi del sabato sera, c'è una capretta che curiosa da un tetto e ci sono le oche che starnazzano. Sembra quasi di stare in campagna.

MALUS Il servizio: regna una certa confusione, per nulla creativa. E poi è volenteroso, certo, ma come diceva Nanni Moretti, così è peggio, è patetico (si scherza eh)

VOTI
Cucina: 7
Ambiente: 8
Servizio: 5
Prezzi: 7
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3 commenti:

  1. mr puntarella devo ammettere che se avessi solo sentito nominare il ristorante, non credo mi sarebbe venuta voglia di andarci a mangiare. (non se pò sentì), ma leggendo la sua recensione si direbbe che vale la pena. beh proviamo.solo solo per gli spaghetti ai frutti di mare. che sta cucina romana diciamocelo è una bufala!

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  2. ci sono stata due volte. la prima in estate, menù di pesce, e sono rimasta molto soddisfatta. Poi sono tornata a dicembre, di martedì sperando di trovare qualche piatto di pesce, ma invece no... (solo di venerdì). Per quanto riguarda la cucina romana, ho trovato ingredienti di qualità, ma una esecuzione non strepitosa, le porzioni fin troppo abbondanti, sale usato senza parsimonia, insomma...non proprio memorabile. Ma forse ci tornerò in cerca dei piatti di pesce e del giardino esterno che è davvero piacevole. chiara

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  3. Sembra un ristorante molto tranquillo, se fosse organizzato meglio sarebbe meglio!
    A quanto pare poi anche i prezzi sono buoni, sicuramente competitivi rispetto ad altri ristoranti!

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