martedì 22 settembre 2009

Gambero Rosso Roma 2010

News Gambero: via Satollo, ecco la Fucina



Molte novità, qualche sorprendente esclusione e un clima di generale (e immotivata?) euforia. Ecco la nuova edizione di Gambero Rosso Roma, 2010, arrivata fresca fresca oggi nelle edicole. Pare che i curatori, Clara Barra e Giancarlo Perrotta, abbiano scoperto "un'altra Roma, una Roma che vuole rimettersi in gioco, rompere gli schemi" e abbiano trovato "esempi di ristorazione intelligente, aperta al nuovo, in perfetta sintonia dei tempi". Mah.
Comunque, se le tre forchette restano appannaggio della Pergola de l'Hotel Rome Cavalieri guidata da Heinz Beck (93/100), arriva in seconda posizione il Pagliaccio con 88 (+2) seguito dalle Colline Ciociare di Acuto (Frosinone).
Istituito il Premio Innovazione, vinto da un ristorante, Open Colonna, da una pizzeria, La Fucina, e una gelateria, V Ice. Tra le novità delle due forchette, ecco Glass Hostaria, All'Oro, Romolo al Porto di Anzio e The Cesar, il ristorante dell'hotel Posta Vecchia di Ladispoli. Meritatissimi premi qualità/prezzo a Mamma Angelina, La Barrique e Le Tre Zucche.

E siccome loro non lo hanno fatto, che sono pigri, l'abbiamo fatto noi: ecco l'elenco di tutti i nuovi ristoranti recensiti dalla Guida Roma 2010.
Achilli Enoteca al Parlamento, Alchemilla, Altroché, Assunta Madre, Da Benito e Gilberto, Brunello del Grand Hotel Baglioni, La Camilluccia, La Capa Gira, la Casa del Jazz, Cento Molliche, Che te ne sa (era ora), Court Delicati, Cru.Dop, Da Domenico, Fernanda (vedi nostra recensione qui sotto), FilippolaMantia, Flavio al Velavevodetto, la Fucina, GaetanoCosta, Galleria, la Gensola (era ora, vedi classifica di Puntarella), Hamasei (ma perché, non c'era?), Nelle Mani di Petrosino, I Marchi, Maxela, Mithos, Moma, Mood il Ristorante, Al Moro, Moschino (e va beh), Osteria Scaloni, Il Palazzetto Restaurant, La Pampa, Pescheria Rossini, Pizzeria Bisteccheria, La Pollarola, La Pratolina, Remigio, Rossovivo, Sardegna, Liscalini de Marisa, Shinto, Sin de L'Hotel Aleph, Le Sorelle, Sukhotai, Sushisen, Tannino, Tiger Tandoori.

Non so se questo lavoro di spulcio possa essere utile a qualcuno, ma forse tra questi ristoranti c'è il futuro della ristorazione a Roma (o forse no). Comunque sia, il Gambero Roma 2010 ha espulso, senza motivazione (e forse sarebbe carino un post guida apposito), un certo numero di ristoranti. Ecco alcuni dei deceduti (per il Gambero): Al Bric, Duke's, Enoteca Ferrara (!), il Guru, Le Mani in Pasta, Da Oio a Casa Mia. Escono senza passare dal via anche due novità che sembravano promettenti e che a noi continuano a sembrarlo, sia pure con alti e bassi: l'Osteria Pistoia e Satollo, oltre all'ottimo Ristoro degli Angeli.
(se volete sapere il resto, per dieci euro ve ne aggiudicate una copia in edicola).

Altri link. Dissapore

lunedì 21 settembre 2009

PORTUENSE / Simpatia, vip e amatriciana

Osteria Fernanda



via Ettore Rolli 1 (Portuense) tel 06-5894333. Chiusura: domenica.
Sito: http://www.osteriafernanda.com/

Stefano Accorsi, Giampiero Mughini, Alessandro Roja (il Dandy) e Raoul Bova, per dirne alcuni. In due anni l’Osteria Fernanda è diventato un punto di riferimento per molti attori, vip e personaggi del mondo dello spettacolo. Disincentivo a una visita, in effetti. Se non fosse che invece questa moderna osteria in zona Porta Portese è una delle realtà emergenti del panorama gastronomico romano. Aperta due anni fa da Davide del Duca e Sergio Massini, l’Osteria Fernanda riesce nell’intento di unire il calore della tradizione culinaria romana e dell’ambiente da osteria con la freschezza di una creatività moderata e divertente.
L’ambiente è piccolo, due salette contigue e un soppalco, con uno spazio sul marciapiede molto piacevole d’estate. Nelle sale domina legno e ferro battuto, alle pareti squarci di mattoncini a vista. Tovaglie di carta, prezzi abbordabili e porzioni abbondanti.
Tra le specialità non si può non assaggiare la ricotta romana croccante in pasta kataifi (pasta fillo) con insalata di rucola e noci (8 euro). Buone anche le capesante arrosto con asparagi e maionese all’arancia (12). Imperdibile l’amatriciana, una delle migliori provate a Roma, con ottimo guanciale croccante (10 euro). Ottimo anche il pesce crudo. Ogni tanto la cucina casca su qualche abbinamento non del tutto convincente (burrata e pesce), ma sono pecche di secondo piano. Nota decisamente stonata, invece, la crocchetta di cioccolato e frutta secca con sorbetto al fondente (7), piuttosto dozzinale. Tra gli altri piatti, da segnalare gli gnocchi al nero di seppia con calamaretti, bottarga e carciofi croccanti (13) e la guancia di manzo brasata al vino con cipollotti croccanti e cavolfiore (16). Il pane si paga (1,5 euro) ma è fatto in casa e buono.
Il menu a pranzo è più leggero nel conto e nel menu: quattro portate di primo e quattro di secondo, tra le quali bucatini alla gricia (7,5) e filetto di orata con crespella di patate (11).

Bonus: amatriciana straordinaria, servizio simpatico, ambiente allegro
Malus: l’ambiente interno molto rumoroso e caotico, i tavoli ravvicinati, Mughini e il finto affresco interno, eredità di una passata gestione

I voti di Puntarella Rossa
Cucina 7
Ambiente 6,5
Servizio: 8
Prezzi: medi

mercoledì 16 settembre 2009

NOVITA' A MONTI
A tavola con tè



Via del Boschetto, 112/a
Prenotazioni dalle 10.30 alle 14.30 e dalle 16 alle 19.30: 06/89535176. Chiuso la domenica.

Ci hanno messo anni per avere la licenza, ma ne è valsa la pena. E così da luglio, ha aperto nel quartiere Monti il primo ristorante del Tè, che con un gioco di parole si chiama per l'appunto A tavola con tè. Esperienza da consigliare per una cena alternativa, delicata, raffinata, adatta agli spiriti nobili e ai curiosi. Se vi piace urlare e intonare la società dei magnaccioni, "A tavola con tè" non fa per voi, anche perché ci sono solo quattro tavolini ravvicinati e c'è il rischio-possibilità di fare conoscenza con i vicini e ascoltare, involontariamente s'intende, confidenze intime e sfoghi privati. Un'apertura che si inserisce in una rinascita culinaria di Monti, che con Gens e 104 prova a ridare nerbo a una ristorazione altrimenti un po' ammuffita in zona.

IL MENU
Il ristorante prende vita dal Giardino del Tè, punto vendita di tè e tisane aperto dal '95. Anche se non siete adepti del teismo, di roij e tokonoma, potete comunque gustare un'originalissima e ottima cena a base di tè, presentata da Carmen Marcat, titolare gentilissima, molto british. C'è un menù con tre piatti che hanno tra gli ingredienti il tè e c'è un altro menu con diversi piatti accompagnati da un tè abbinato. Partiamo dal primo: come antipasto ecco l'insalata di fichi, bresaola di cavallo, pecorino stagionato e vinagrette al tè Lapsang Souchong (9 euro). Piatto forte è il millefoglie di capesante con spuma di tè Brivido Verde su pane carasau e spinacini crudi (14). Infine come dolce c'è la terrina di pompelmo e arance con salsa al tè Earl Grey (7). Tutto ottimo e delicato, con piatti di dimensioni piuttosto ridotte, ma composti da ingredienti freschi e presentati con cura. Nell'altro menù, con piatti abbinati al tè, tra gli antipasti troviamo il fantastico gazpacho di pesca e cannoli siciliani con ricotta di pecora alle erbe (7). Tra i piatti principali segnaliamo la tartare di manzo, spuma di peperoni del piquillo, chantilly al gorgonzola e pasta sfoglia (15) il carpaccio di bisonte, finocchi conditi a mo' di puntarelle e capperi (16), la tartare di tonno, mela verde e basilico, su insalatina di crescione e verza rossa, con maionese vegetale al wasabi (14). Se poi siete amanti della creatività all'eccesso, c'è anche una variazione di pomodoro a base di succo, gelatina, panzanella, spuma (10). Si finisce in bellezza con uno straordinario tiramisù che al posto del cacao ha il te matcha (non molto apprezzabile la scelta di lasciare secchi e non bagnati i pezzi di savoiardo tostato, ma ci sono due scuole di pensiero al riguardo). Da segnalare anche la cassata all'italiana con salsa fredda al cioccolato (7).

L'AMBIENTE
Una saletta intima, con pareti bianche e con mattonelle tipo da cucina, a dare ancora più familiarità al tutto. Teiere antiche e moderne in ceramica, bellissime lampadine decorate moderne e una cucina a vista danno un tono di raffinatezza al tutto.

IL CONTO Gazpacho di pesca (7), cappesante etc (14), tiramisù (8), acqua (2 euro), tè (4), : totale 35 euro. (da segnalare l'assenza del coperto).

BONUS
L'originalità di una cena a base di tè, nient'affatto scontata e nient'affatto pretenziosa. La pace di una cena lontana da tavolate e cori alpini. La ragionevolezza di prezzi contenuti e particolarmente vantaggiosi rispetto alla qualità. La possibilità di gustare tè con ricette dolci e salate anche nel pomeriggio.
MALUS Se proprio si vogliono trovare difetti (siam qui apposta), la scarsa privacy data dall'ambiente piccolo e dai tavoli ravvicinati e una certa leziosità del tutto.

I voti di Puntarella Rossa

Cucina 7,5
Ambiente: 7
Servizio 8
Prezzi: medio-bassi
Altri link utili: Secondo Me