venerdì 17 luglio 2009

Satollo



AGGIORNATO A FEBBRAIO 2010
Via Rubattino 22 (Testaccio). Tel. 06-57289587. Chiusura: domenica. Aperti solo a cena e il sabato a pranzo. Sito Internet: http://www.ristorantesatollo.it/
C’è una gentilezza che raggela, per citare il bardo, e una che riscalda. Quella di Davide (Musci) e Chiara, giovani gestori di Satollo, è del secondo tipo. E non è poco per una città, Roma, che tratta spesso i clienti a pesci in faccia. Da Satollo, invece, il cliente è sacro e viene circondato da mille attenzioni, non solo a parole. Ma tanta gentilezza dev'essere il frutto dell'amore, visto il romanticissimo abbraccio al quale abbiamo visto abbandonarsi Davide e Chiara in cucina. Se non avessimo il cuore ridotto a una pietra desolata, ci saremmo persino commossi.
Comunque sia, nell’attesa del tavolo, per accompagnare un prosecchino Valdobbiadene, ci arriva un miniarancino farcito con salsiccia di Bra. Altro omaggio appena seduti in uno dei quattro confortevoli tavoli all’aperto: un’ottima tartare di tonno con gelatina di pomodori e basilico, il tutto in un bel vasetto di vetro con chiusura a molla.
Satollo è un ristorante di cucina creativa, aperto a fine gennaio del 2008, con uno stile da brasserie elegante e una grande cura del dettaglio. Pareti bianche riscaldate da una luce giallo paglierina diffusa (curate da In-Es design), pavimento in legno, lavagna d’ardesia con il menu, posate d’autore (Sambonet). Purtroppo a ingentilire il dehors, sono stati inopinatamente piazzati tre inguardabili ciuffoni di capelli gialli (che corrispondono alla stipa, una graminacea).
Se l’impressione generale del locale è ottima, qualcosa all'inizio non era ancora a punto nella cucina. La caponata di pomodoro gratinata al Ragusano dop (che sarebbe un formaggio) (13 euro) non lasciava affatto entusiasti. Migliore la tartare di ombrina con sedano e shot di greenmary (il menu è un po’ esoterico, ci vorrebbero le didascalie) (15 euro). Buoni ma non entusiasmanti i tortelli ripieni di melanzane e burrata, con pachino, basilico e primosale di pecora (14 euro). Pollice verso per il tiramisù della casa, poco omogeneo e gelatinoso (8 euro). Ma nella seconda visita del febbraio 2010, i miglioramenti risultano evidenti. Ottimi gli agnolotti ripieni di fonduta di Bra Dop con burro d'alpeggio alle melanzane affumicate (14). Straordinarie le guance di vitella brasate al Nebbiolo con polenta (20). E anche il tiramisù veleggia tra il buono e l'ottimo. Miglioramenti decisi che giustificano un bel 7 pieno alla cucina.
Tra gli altri piatti in menu, ci sono battuta di manzo la Granda con crostino di certosa e rucola (14), vitello tonnato con gelatina di lime (14), paccheri alla gricia con polpo (14), millefoglie di sarago e spinaci in salsa di vongole e Riesling (20), zuppetta di pesce con crostoni di pane (22); galantina di coniglio di Carmagnola al pistacchio con fagiolini e salsa senapata all’albicocca (20), cannolo di mousse di ricotta e fragole (8)
Il conto per due: una bottiglia di vino Lagrein (18), un’acqua minerale (2), due antipasti (27 euro), due primi (28 euro): totale 75 euro.
Bonus: il pane fatto in casa, gli omaggi, la cortesia, il bel dehor, il gazpacho freddo con gamberi, la piacevolezza complessiva, il coperto gratuito
Malus: la graminacea gialla, i prezzi non bassi (antipasti e primi a 14 euro)

I voti di Puntarella
Cucina: 7
Ambiente: 8
Servizio: 9
Prezzi: medio-alti

1 commento:

  1. Ci sono stato venerdì con enorme soddisfazione. Davvero soprendente.

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