mercoledì 15 aprile 2009

Primo al Pigneto

Via del Pigneto 46, tel. 067013827

NEWS LUGLIO 2009: aperitivo da 10 euro per 5 mini tapas e un cocktail e bibita o bicchiere di vino. C'è anche un minitavolone "sociale" dove, se non ne potete proprio fare a meno, potete provare a rimorchiare...
UPDATE 3 MAGGIO 2009
Eccolo qui Primo al Pigneto, aperto nel 2006 è diventato uno dei ristoranti più trendy e controversi della zona. Ma a dispetto di un'aria un po' modaiola (ambientazione vintage con soffitto a volte, modernariato e bicchieri retrò) soddisfa le aspettative, sia al palato sia alla vista. Entrando c'è un lungo bancone e qualche tavolino spartano, seguono due ampie sale con tavoli a volte non ben distanziati. Se siete meno di quattro, fatevi assegnare il tavolino ovale di marmo che si trova nella seconda sala, a sinistra.
I camerieri servono un piccolo omaggio dello chef: ricotta laccata con vellutata di bieta (discreta). In menù si trovano ostriche fines de claire mont Saint Michel (3 pz 12 euro), filetto di palamite (tonnetto) porchetta e misticanza (10,5 euro); minestra di fave e piselli con polpette di seppia (10 euro); maccheroni di farro con bottarga, pomodori verdi e capperi (11 euro), Fettuccelle di kamut (cereale più proteico del frumento) con ricotta affumicata (12 euro, ottime); coniglio, finocchietto e caponata con salsa ai pistacchi di Bronte (16 euro). Tra i dolci, semifreddi e un millefoglie con crema pasticcera e fragoline (6,5 euro). Buona la carta dei vini, 2500.
I soci sono Marco Gallotta (già chef di ‘Gusto’), Massimo Terzulli (ideatore di ‘Crudo’) e Roberta Paolucci (art designer e ideatrice dei gioielli Iosselliani).
Ospiti da segnalare, purtroppo: Justine Mattera, nota soprattutto per avere avuto il coraggio di impalmare Paolo Limiti e che, nella serata, era accompagnata tra gli altri da un inquietante individuo con camicia aperta e catenona a vista sul pelo fluente.

Bonus: le ostriche, il prosciutto toscano al coltello (13 euro), un grazioso dehors e la carta dei 250 vini con, miracolo, la gradazione alcolica degli stessi.

Malus: il cestino del pane (peraltro buono) a due euro, i prezzi che sono lievitati negli ultimi tempi, tanto che il Gambero Rosso nel 2008 ha deciso di escluderlo dalla guida low cost.

Cucina: 6/7. Ambiente: 7. Servizio 7. Prezzi: medio alti

2 commenti:

  1. Ciao puntarella, mi avevano parlato molto bene di Primo e anche il tuo articolo mi ha invogliato a provarlo. Il tavolino ovale di marmo è un meraviglioso pezzo d’antan, ma purtroppo non posso usare le stesso aggettivo per la cucina. Eravamo in tre per cui ho avuto modo di assaggiare diverse piatti: l’amatriciana ( la portata migliore, ottimo il sugo anche se io userei una pasta di grano duro più pregiata….!!), i ravioli di melanzane ( buone, ma la ricotta fresca messa sopra con il passapatate non l’ho trovata molto elegante, una ricotta stagionata a scaglie avrebbe presentato meglio e reso più equilibrato il piatto), la lasagnetta con uovo, asparagi e fonduta di Castelmagno ( dell’ultimo non ce n’era neanche l’ombra, sono piemontese e conosco molto bene il sapore, per il resto era troppo acquosa e il bianco dell’uovo troppo crudo). Poi la crocchetta di baccalà mantecato, buona ma dal sapore banale come la cotoletta di rombo. Insomma mi aspettavo sapori più coinvolgenti, soprattutto da un ristorante che tu segnali tra i primi venti!!

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  2. Primo al Pigneto è un ristorante davvero molto bello! Tutti ne parlano splendidamente e non ho letto nessuna opinione negativa.
    Peccato per i prezzi che lievitano sempre più col tempo!

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