martedì 28 aprile 2009

Antico Arco



Piazzale Aurelio 7 – Gianicolo tel 06-5815274. Chiuso domenica. www.anticoarco.it

E’ proprio in cima al Gianicolo, al crocevia tra via Garibaldi, via Vitellia e diverse altre strade che dividono Trastevere da Monteverde. E’ uno di quei ristoranti che incutono un po’ di timore, per l’eleganza degli arredi, l’atmosfera non propriamente da trattoria, i prezzi piuttosto elevati. Il patron Domenico ci accoglie nella sala antistante e ci fa attendere una quindicina di minuti di troppo. Il cameriere ha un vistoso tatuaggio al collo: ar, senza barra, e scritto con caratteri pericolosamente simili a quelli runici. E’ il 25 aprile, ma dubito che abbia voglia di festeggiare la Liberazione. Saliamo al primo piano dove ci sono due delle tre sale. Pareti dipinte con un discutibile color oro, soffitto di legno fatto con il décapage, tecnica che sbianca il legno con la cementite e gli dà quell’aria retro provenzale, shabby chic.
Data un’ultima occhiata alla cameriera dall’invidiabile taglio di capelli corti, si scorre il menu. Il debutto è affidato a un gentile omaggio della casa: sformatino di riso alla nocina in salsa di piselli (buono). Segue mozzarella di bufala croccante (nel senso che c’è sopra la pasta filo) con bottarga di tonno e confettura (14,5 euro). Questa la si mangia con gusto e gli si dà un bell’8. Terrina di coniglio con pistacchi e fegato croccante (14.5 euro). Tortino di burrata, alici e fiori di zucca (13,5 euro): fantastica. Lasagnette con sugo di coda alla vaccinara e vellutata di sedano rapa (16 euro). Pappardelle sugo di papera bianca (di papera?!?) (16 euro); Piccione al mosto cotto con fave e piselli (29 euro): buono, nonostante mi si materializzi in continuazione l’immagine di un piccione stecchito che ho investito tempo con la Musa. Maialino da latte in agro con soufflè di finocchi (28,5 euro): più che buono pure questo. Si beve un buon Fatagione Cottanera con ricarico non eccessivo: 22 euro. Per dolce proviamo la mousse ai tre cioccolati con pere (11 euro), accompagnata da un Sauternes (6 euro), ma è piuttosto scadente. Strepitoso invece il sorbetto al mojito (11 euro).
In omaggio, un trascurabile semifreddo alla fragola. Domenico ci insegue per omaggiarci di un pacchetto di biscottini da trangugiare il mattino dopo (naturalmente non ci arriveranno).
Bonus: cortesia e professionalità nel servizio, posizione invidiabile
Malus: porzioni non molto abbondanti, sedie un po’ da ufficio, inquietanti tovaglioli che si infilano in apposite intercapedini del tavolino, prezzi decisamente alti.
Conto: Antipasto13,5 euro, secondo 28,5, dessert 11, sauternes 6, vino 22: 81 euro
Cucina: 6,5. Ambiente: 6,5. Servizio 7. Prezzi: alti

giovedì 23 aprile 2009

La Buvette di Palazzo Madama


PREMIO SPINTARELLA D’ORO Miglior rapporto qualità-prezzo
Se non vi disturbano i fantasmi del presente, se avete qualche amico parlamentare, se siete giornalisti, se possedete la necessaria paraculaggine per avere un pass e una buona attitudine al parassitismo sociale, fatevi un giretto nel palazzo che fu di Madama Margherita d'Austria. Forse proprio da lei prese il nome, Palazzo Madama, anche se altre fonti fanno riferimento alla Madama, ovvero la Polizia, che qui ebbe sede durante lo Stato pontificio.
Un palazzotto frequentato oggigiorno da frotte di signori in marsina, che trascinano granelli di polvere pensosa sui silenti tappeti. Ricordatevi di indossare una cravatta, che è obbligatoria (ce ne sono di pura seta cinese, da cinque euro, verso largo Argentina). Una volta entrati, attraversate il cortiletto e salite al primo piano, dove si apre la vera culla della democrazia italica: la Buvette. Ovvero, con etimologia evidente dal francese boire, 'piccola mescita di bibite e liquori, in ritrovi pubblici' o 'stanza per rinfreschi'. Si tratta di una spaziosa e luminosa sala Marucelliana, con la volta a figurine e fregi in stucco chiaro, eseguiti nel 1931.
Di recente la gestione gastronomica è stata assunta dai gestori del ristorante del Senato, con accluse polemiche sui risparmi che i senatori si erano prontamente intascati. Il cibo servito, dunque, è lo stesso ingurgitato dai nostri rappresentanti: a prezzi e qualità da paura. Si segnalano per freschezza e sugosità le mozzarelline di bufala. Purtroppo non è in vendita il gelato, nonostante la vibrante protesta elevata nel 2007 da Rocco Buttiglione. Pasta al ragù: 1,80 centesimo. Roastbeef: 2,50 centesimi. Spremuta d'arancia: 1.20 centesimi.
Bonus: la bellezza austera di Palazzo Madama, gli stucchi, i fregi, il silenzio, certe assistenti parlamentari fasciate in fruscianti gonne lunghe, la piacevole sensazione che ai crapuloni incravatatti, tra una bufalotta e una lasagnina, resterà poco tempo per far danni.
Malus: si mangia in piedi, sui tre tavolini circolari, in compagnia di loschi figuri. Se non si sta attenti, si rischia di addentare il roastbeef in compagnia di Marcello Pera, Renato Schifani o Francesco Rutelli.


Ambiente: 9 Servizio: 9 Qualità: 8 Prezzo: rasoterra

domenica 19 aprile 2009

Priscilla
Via Appia Antica 68 (Porta San Sebastiano). Chiuso domenica
Si chiama Priscilla come l'adiacente tomba della moglie di Abascanto, quel furbone che si faceva chiamare Tito Flavio, per insinuare il dubbio di essere il fratello dell'imperatore Domiziano. E' una casupola diroccata e sgarrupata in mezza campagna, all'imbocco della via Appia antica, dopo la Porta San Sebastiano. Quella via che ha visto passare tante bighe e anche i liberatori americani, come documenta il dvd dell'ottimo Corradino Augias "I segreti di Roma". Priscilla ha tutti i pregi e i difetti di una trattoria ruspante e antica. Alle pareti l'immancabile Alberto Sordi nel vigile. Si mangiano piatti semplici e più che decenti. I rigatoni, per un milanese, sono come addentare un palo d'acciaio: ma a Roma la cottura è questa, bisogna farci l'abitudine. Cacio e pepe, rigatoni broccoli e salsiccia, pollo, spezzatino. Buoni gli straccetti di manzo, vino della casa più che accettabile, prezzi onestissimi.
Bonus: si mangia la mozzarella in carrozza, bandita dalle tavole di mezza Italia, causa fondatissima ma irrilevante accusa di causare obesità e rotolini multistrato di adipe.
Malus: a Roma, e non solo, ci sono due tipi di camerieri fastidiosi. Quelli che ti insultano, ti strapazzano, ti danno del "frocio" più o meno obliquamente e dello sfigato. E quelli, come il signore che ti accoglie a Priscilla con un bozzolo sulla fronte, che fanno gli spiritosi a tutti i costi. A volte funziona, come quando porge delle sedie impagliate di quarta categoria, annunciandole così: "Ecco le Frau!". A volte meno, come quando dimentica il politicamente corretto, chiedendo ai troppi ospiti di una tavolata se hanno c'e qualche anoressica tra loro. O come quando dice a una ragazzina di origine asiatica ma chiaramente nativa di Tor Bella Monica che cosa preferisce: "Un sushi? Un sakè?". Supplice il sorriso cordiale dell'altra cameriera.
Cucina: 6+ Ambiente: 6,5. Servizio 5/6. Prezzi: bassi

mercoledì 15 aprile 2009

Trattoria Monti
2 - Puntarella d'argento
UPDATE 7 GIUGNO 2009
Via di san vito 13 (Esquilino) - tel 06-4466573. Chiuso domenica e lunedì
La mappa
Straordinaria cucina marchigiana, allo stesso tempo semplice e ricercata. Ambiente sofisticato ma non finto, adatto anche per cene a due. Pareti gialle, lunghe lampade elicoidali e bei quadri alle pareti. Gestito dagli anni '70 dalla famiglia Camerucci (la chef si chiama Franca), si trova nel cuore dell'Esquilino, a due passi da piazza Vittorio. Tortelli al rosso d'uovo, coniglio in porchetta, baccalà all'anconetana, ciauscolo, fritti, vincisgrassi. A fianco c'è Agata e Romeo, noto, buono e molto costoso. Nell'ultima visita, purtroppo, da segnalare un risotto agli asparagi molto cotto, troppo. Considerando che il risotto non è affare dei romani, e neanche dei marchigiani, siamo clementi, ma costretti a togliere la trattoria dal gradino più alto del podio.
Bonus: la cucina straordinaria, i prezzi più che accettabili. La gentilezza straordinaria dei camerieri
Malus: il prezzo del successo: serve prenotare con molto anticipo.
Cucina: 9. Ambiente: 8. Servizio 9. Prezzi: medi
Osteria della Gensola

Puntarella di bronzo 2009!
piazza della Gensola 15 – tel 06-58332758. Chiuso domenica
La mappa
Nella piazza dove una volta c’erano le gensole, le giuggiole, e ora non ci sono più. Il pittore danese Ditlev Blunck la ritrasse in un quadro ora esposto al museo di Copenaghen. Vicino c'è piazza in Piscinula, tutta sbilenca. Attenzione al parcheggio: in zona spadroneggia una banda di taglieggiatori. Pesce freschissimo in arrivo da Ostia. Ostriche, ricci di mare, pezzogne. Cinghiale, trippa. Prosciutto al coltello. Alta cucina in ambiente caldo, professionalità nel servizio senza formalismi. Qui l'ubriachezza è una virtù (ma bevete con moderazione, che fa male, anche al portafoglio).
Bonus: pesce di qualità in un ambiente caldo e confortevole.
Malus: i prezzi sono lievitati negli ultimi tempi. Pollice verso per il coperto a 3 euro e per il vino "della casa": un bianco dei castelli che costa ben 18 euro

Cucina: 8. Ambiente: 7. Servizio 7. Prezzi: alti
Da Danilo

Puntarella d'oro 2009!






















UPDATE gennaio 2010
via Petrarca 13 (Merulana-piazza Vittorio). 06-77200111. Chiuso domenica. Sito ufficiale (brutto): http://www.trattoriadadanilo.it/

La mappa
La carbonara? Da paura. Non a caso da Danilo è stato incoronato lo scorso anno come migliore trattoria d'Italia da Paolo Massobrio. Allo stesso livello della carbonara, o quasi, c'è la cacio e pepe, mantecata al tavolo dentro un enorme cacio. Il piatto più originale sono invece gli straordinari strozzapreti al lardo di Colonnata con pecorino di fossa. Ottimo l'antipasto misto (mortazza, fritti, ricottina, pancetta, polpette al sugo etc) "Faccio io". Il dolce Gasperino può essere causa di decesso (sia pure di dolcissima morte): una coppa di ricotta di bufala, scaglie di cioccolato, passito di Pantelleria, crema pasticcera, pinoli e sfoglia.
La cucina è tradizionale ma rielaborata, l'ambiente casalingo ma non scaciato. Alle pareti la solita galleria di foto di clienti celebri. Tra gli altri si riconoscono Fabrizio Bentivoglio, Valeria Rossi (Sole, Cuore e Amore!) e un'onnipresente Carol Alt (Carol Alt!). Tutto in famiglia: c'è il proprietario Danilo Valente, che accoglie ai tavoli insieme alla moglie, mentre in cucina sovrintende la mamma. Il tutto a prezzi più che onesti, considerata la qualità. Da segnalare, purtroppo, ma questo rientra nella pessima tradizione romana, un'accoglienza che non sempre brilla sempre per simpatia, una certa fretta nel mandarti via quando si fa un po' tardi e un servizio un po' lento.
Bonus: la carbonara, le materie prime, l'atmosfera.
Malus: il servizio un po' ingrugnito e rigido, il piano di sotto meno bello
Cucina: 8,5
Ambiente: 7
Servizio 5
Prezzi:
medi

Le altre guide
: Gambero Rosso: un gambero. Roma nel Piatto: 6,5
Da Renato e Luisa
Via dei Barbieri 25 (Largo Torre Argentina) 06-6869660. Chiuso lunedì
Ristorante incredibilmente non turistico nascosto in una stradina di fronte a Largo di Torre Argentina, un tempo nota per l'uccisione di Giulio Cesare, oggi per la Feltrinelli. Ambiente rustico, cucina raffinata ma non velleitaria. Ottimi spaghetti alla chitarra con alici, agnello scottadito, saltimbocca di spigola alla romana, fondente di cioccolato.
Bonus: qualità in piena zona turistica.
Malus: affollamento
Cucina: 8. Ambiente: 7. Servizio 7. Prezzi: medi
Trimani wine bar
via Goito 20 tel 06-4469661. Chiuso domenica
Enoteca con cucina vicina al palazzo delle Finanze, zona Termini. Straordinaria la vellutata di zucca. Zuppe, crostoni alla bufala, quiche con aragostella e porri, trittico di formaggi e miele, mousse di cioccolato equatoriale. Infiniti i vini, anche esotici, dal Libano all’Uruguay. Di ottima qualità anche i vini al bicchiere. Servizio ultraprofessionale ma simpatico. Bizzarra e carina la cameriera con l'orecchino e l'occhio assassino.
Cucina: 7+. Ambiente: 7+ Servizio 8. Prezzi: medi
L’arcangelo
via Belli 59 (zona Prati) 06-3210992. Chiuso la domenica
Cucina del territorio rielaborata ad alti livelli da Arcangelo e Stefania. Lasagnetta con ragù bianco di anatra e cipolle di Cannara, scaloppa di foie gras su zuppa di melone e liquirizia. Spaghetti con ragù di polpo. Zuppa di legumi e calamari. Mousse di castagne con cachi e gianduia. Piccione arrosto in salsa vintage. Si possono trovare anche abbacchio e trippa.
Ambiente elegante, prezzi alti ma non altissimi.
Cucina: 7+. Ambiente: 7+. Servizio 8. Prezzi: alti
Giuda Ballerino!


Largo Appio Claudio. Tel. 06 71584807. Chiuso mercoledì
Un po' a casa di Dio, sempre che ci sia arrivato fin quaggiù, sulla Tuscolana inoltrata. E' una sorta di isola miraggio in un paesaggio suburbano: quasi commovente vederla spuntare nel largo spiazzo cementato. Ambiente giovane, per chi vuole offrirsi una cena raffinata e creativa, mai noiosa. Già pizzeria, aperta nel 1998, è diventato ristorante, osteria, winebar, caffetteria e enoteca. I titolari sono Andrea Fusco e la moglie Marianna. Il nome, con tanto di punto esclamativo, è un omaggio a Dylan Dog. E si vede anche dalle pareti, tappezzate da quadri omaggio al fumetto. Nel menù, spiedini di gamberi in pasta fillo con spuma di mortadella (16 euro), fiori di zucca in pastella con ricotta, bottarga e alici su salsa di mozzarella di bufala (16 euro); vitel tonnè al contrario con purea di patate alle nocciole e bernese allo zenzero (20 euro); tortelli di asino su salsa di asparagi, pecorino e funghi porcini (16 euro); spiedino di ostrica alla Milanese con maionese e gelatina di acqua d'ostriche (25 euro). Menù degustazione a 60 euro.

Cucina: 7 Ambiente: 7 Servizio 6+ Prezzi: alti
Green T.
Via di Piè di Marmo 28 - tel. 06.679.8628. Chiuso domenica
Chiamarlo ristorante cinese non rende l’idea. Locale molto sofisticato ed elegante, gestito da un italiano e da una cinese. Anatra pechinese laccata, spaghettini di riso al the verde. Conto piuttosto pesante (meglio a pranzo).
Cucina: 7,5. Ambiente: 7,5. Servizio 7,5. Prezzi: alti
Roscioli
Via dei Giubbonari 21 Tel: 06 6875287 . Chiuso domenica. Sito web: http://www.anticofornoroscioli.com/
La mappa
Ultima visita: 25 luglio 2009
Qualità della materia prima altissima. Prezzi altissimi. Ristorante ma anche salumeria e rosticceria. Salumi spagnoli, carne fassona, acciughe del mar cantabrico. Ottima la carbonara, con il guanciale del Monte Conero e pecorino romano di Moliterno. Se si è di spirito leggiadro e non c'è posto, ci si può accucciare sullo sgabello davanti al bancone. Alle pareti ha campeggiato a lungo un'incongrua enorme foto di una città piena di luci. Ora è stata sostituita da un'altra, tutta caverne e sabbia, leggermente meno incongrua. Nell'ultima visita sono uscito confortato: l'enoteca-ristorante dei fratelli Alessandro e Pierluigi Roscioli resta un paradiso della ristorazione romana. In via dei Chiavari c'è un forno attivo da quattro generazioni. E quest'estate c'è anche la dépendance estiva, Roche (tel 329-1772525), sul lungotevere, stessa qualità e stessi prezzi (su Roche si è discusso a lungo sul blog Papero giallo, che vi consiglio)
Il conto In due abbiamo preso una caprese con pesto e fresella (15 euro), uno spaghetto con alici e taggiasche (16), un pacchero pesto e pomodorini (17), un cannolo alla siciliana preparato al momento con la ricotta freschissima (12), pane (3), due bicchieri di Fichimori (vinaccio non consigliabile, ma è colpa nostra, 10), due acqua (5), due caffè (4.6). Il tutto fa 41 euro a persona. Da segnalare la gentilezza e competenza dei camerieri. Visto il ritardo del cannolo, si sono presentati con due palline di gelato in omaggio: fantastico.
Bonus: l'ottima e corposissima carta dei vini e dei formaggi (450). Produce uno dei migliori panettoni di Roma (insieme a Cristalli di zucchero)
Malus: l'affollamento eccessivo e i tavoli un po' troppo ravvicinati, anche se l'ambiente resta molto gradevole
Cucina: 8. Ambiente: 7. Servizio 8. Prezzi: alti
Le tre zucche

Via Mengarini 43 (Portuense). Tel 065560758. Chiuso domenica. http://www.letrezucche.it/
UPDATE 13 ottobre 2009
La mappa
Odiare via Portuense per un milanese è piuttosto semplice. Una strada che è l'emblema dell'incomprensione Nord-Sud. Tortuosa e indecifrabile, pronta a biforcarsi, a tuffarsi sotto ponti e morire in anse erbose, risulta totalmente indigesta alla razionalità meneghina. Nulla a che vedere con le perfettamente circolari circonvalle, con le rettilinee viale Buenos Aires e corso di Porta Romana. Così, perdersi prima di raggiungere la maledetta via Mengarini, traversa della stramaledetta via Portuense, è quasi sicuro. Ma una volta arrivati, bastano pochi minuti per riconciliarsi con la romanità. Via Mengarini è un'oasi di pace, a pochi passi da una piazzetta con tanto di panchine di marmo che fanno molto paesino.
Qui, un gruppuscolo di tre giovani intraprendenti (Fabrizio, Federico e Massimiliano) ha messo in piedi questo piccolo miracolo della ristorazione. Un ristorante ordinato, bello e anche simpatico. Cucina poco tradizionale e molto creativa, che non sfiora mai l'evanescenza di molti ristoranti innamorati di spume e spumine. Qui si mangia bene, serviti da camerieri preparati e gentili. Tra i piatti proposti dallo chef Fabrizio Sepe ci sono vermicelli "Cav. Giuseppe Cocco" saltati con filetti di alici, finocchietto selvatico e bottarga (10 euro); tagliata di manzo nazionale su rucola e sale alle erbe aromatiche (15 euro); trancio di ricciola su stufato di fave, cipollotti e lattuga romana (18 euro); parmigiana di melanzane e pesce spatola con mozzarella di bufala (16 euro); tre versioni di baccalà (in pastella, alla romana e con finocchietto e olive, 16 euro); tortino di cioccolato fondente "Amedei" con gelatina di arance (7 euro).
C'è anche un apprezzabilissimo menu degustazione: comprende involtini di melanzane con orzo perlato biologico, ceci e verdurine con maionese vegana; arancini di riso con ragù di carni aromatiche su cacio e pepe; tortelloni farciti di pecorino di Pienza con favette e guanciale; parmigiana di melanzana e pesce spatola; crema cotta alla vaniglia con fragole marinate all'aceto balsamico tradizionale di Modena 12 anni. Mica poco, considerando che costa solo 33 euro.
Bonus: il piccolo dehors estivo, i prezzi moderati rispetto alla qualità. Consigliatissimo il menu degustazione

Cucina: 7,5. Ambiente: 7. Servizio 7. Prezzi: medi

Le altre guide: Roma nel Piatto: 7+; Mangelo 7 . Oscar Qualità-Prezzo Gambero Rosso 2008 e 2009
Mani in pasta
Via Dei Genovesi 37 Tel: 06 5816017
Nella parte più quieta e più bella di Trastevere, poco conosciuto ma sempre piuttosto pieno. Il pesce la fa da padrona, ma anche le carni non deludono affatto.
Bonus: Camerieri socievoli.
Malus: acustica rimbombante, apertura domenicale
Cucina: 7. Ambiente: 6. Servizio 6,5. Prezzi: medi
Felice a Testaccio
Via Mastro Giorgio 29 Tel: 06 5746800
Un classico. Sempre affollato. Romanissimo. Straordinari cacio e pepe e matriciana. I tonnarelli cacio e pepe vengono sapientemente mantecati al tavolo. Abbacchio al forno, trippa, involtini al sugo, crostata di ricotta di visciole. Si sente il peso della tradizione, ma coniugato con una certa spregiudicatezza moderna, molto romana. Il burbero Felice, per fortuna, ha lasciato spazio a un collaboratore meno burbero. Temibile la cameriera con la faccia piatta: mai contraddirla, mai perdere l'attimo.
Cucina: 7. Ambiente: 6,5. Servizio 6. Prezzi: medi
Ristoro degli angeli
Via Luigi Orlando 2 Tel: 06 51436020
Nel cuore della Garbatella, quella dei Cesaroni, proprio di fronte al Palladium, ecco il Ristoro degli angeli, posto all'interno di un palazzo d'epoca fascista. La patron è Elisabetta Girolami, capelli verdi e sorriso aperto. Piacevole clima da cantina-magazzino, con scatoloni sparsi e bottiglie di vino negli scaffali. Sottopiatti in girasole e candeline sugli eleganti tavolini di legno. Un bizzarro cartello segnala: "All'esterno è consentito fumare seduti". Un altro segnala: "I believe in the angels". Fettuccine degli angeli (con burro di montagna, stravecchio e sesamo tostato) (10 euro), fregnacce (pasta reginella reatina) con cernia, pomodori secche e mandorle tostate (15 euro), polpette vegetali con salsa tzatziki (10 euro), maialino di cinta (18), patate della Garbatella ("come le fa la mamma di Enzo", ottime) (4 euro), torta cioccolato e mandorle (6 euro). Pane (1), acqua (2)
Bonus: dehors per l'estate, cortesia e attenzione per i vegetariani, offerti gentilmente olio a crudo e peperoncino
Malus: affollamento, tavoli un po' vicini, solo acqua di Nepi niente naturale.
Cucina: 7. Ambiente: 7. Servizio 7. Prezzi: medi
Primo al Pigneto

Via del Pigneto 46, tel. 067013827

NEWS LUGLIO 2009: aperitivo da 10 euro per 5 mini tapas e un cocktail e bibita o bicchiere di vino. C'è anche un minitavolone "sociale" dove, se non ne potete proprio fare a meno, potete provare a rimorchiare...
UPDATE 3 MAGGIO 2009
Eccolo qui Primo al Pigneto, aperto nel 2006 è diventato uno dei ristoranti più trendy e controversi della zona. Ma a dispetto di un'aria un po' modaiola (ambientazione vintage con soffitto a volte, modernariato e bicchieri retrò) soddisfa le aspettative, sia al palato sia alla vista. Entrando c'è un lungo bancone e qualche tavolino spartano, seguono due ampie sale con tavoli a volte non ben distanziati. Se siete meno di quattro, fatevi assegnare il tavolino ovale di marmo che si trova nella seconda sala, a sinistra.
I camerieri servono un piccolo omaggio dello chef: ricotta laccata con vellutata di bieta (discreta). In menù si trovano ostriche fines de claire mont Saint Michel (3 pz 12 euro), filetto di palamite (tonnetto) porchetta e misticanza (10,5 euro); minestra di fave e piselli con polpette di seppia (10 euro); maccheroni di farro con bottarga, pomodori verdi e capperi (11 euro), Fettuccelle di kamut (cereale più proteico del frumento) con ricotta affumicata (12 euro, ottime); coniglio, finocchietto e caponata con salsa ai pistacchi di Bronte (16 euro). Tra i dolci, semifreddi e un millefoglie con crema pasticcera e fragoline (6,5 euro). Buona la carta dei vini, 2500.
I soci sono Marco Gallotta (già chef di ‘Gusto’), Massimo Terzulli (ideatore di ‘Crudo’) e Roberta Paolucci (art designer e ideatrice dei gioielli Iosselliani).
Ospiti da segnalare, purtroppo: Justine Mattera, nota soprattutto per avere avuto il coraggio di impalmare Paolo Limiti e che, nella serata, era accompagnata tra gli altri da un inquietante individuo con camicia aperta e catenona a vista sul pelo fluente.

Bonus: le ostriche, il prosciutto toscano al coltello (13 euro), un grazioso dehors e la carta dei 250 vini con, miracolo, la gradazione alcolica degli stessi.

Malus: il cestino del pane (peraltro buono) a due euro, i prezzi che sono lievitati negli ultimi tempi, tanto che il Gambero Rosso nel 2008 ha deciso di escluderlo dalla guida low cost.

Cucina: 6/7. Ambiente: 7. Servizio 7. Prezzi: medio alti
Tram Tram
Via dei reti 44/46 (San Lorenzo) Tel: 06.490416
Trattoria informale in una zona tranquilla di San Lorenzo. Mai dire al proprietario che vi piace il vino buono. Si offrirà di pescarvi delle etichette ogni volta molto originali e buone, ma non esattamente a buon mercato. In complesso, i prezzi potrebbero essere più bassi.
Cucina: 6,5. Ambiente: 7. Servizio 6. Prezzi: medi
Taverna Trilussa
Via del Politeama 23 Tel: 06.5818918
Una sala interna molto grande un po' caciarona, ma soprattutto un dehor recintato e tranquillissimo, vera oasi nel caos trasteverino. La Taverna Trilussa, gestita da Massimo e Maurizio Pirola, è un punto fermo della ristorazione romana. I turisti la amano e la frequentano, ma non bisogna farsi trarre in inganno: perché non c'è nulla di turistico, in senso spregiativo, nella cucina, che mantiene un ottimo livello. I piatti sono tradizionali, con le specialità tipiche note, dall'amatriciana alla cacio e pepe, dall'abbacchio allo scottadito alla coda alla vaccinara. Il fritto misto non è il migliore che abbiamo assaggiato, ma non deludono le coppette di cavallo e le ricotte casarecce. Tra i primi, è imperdibile la norcina (panna e salsiccia), servita a tavola in una grande padella sbilenca, tradizione del ristorante. C'è anche un primo con ingrediente segreto, i ravioli mimosa, non particolarmente raccomandabile.
Bonus: i primi serviti in tegame e lo straordinario dehor
Malus: i prezzi non esattamente da trattoria
Cucina: 7. Ambiente: 7. Servizio 6,5. Prezzi: medio-alti
Otto e mezzo
Via Boncompagni 83/85
Impostazione un po’ milanese, a due passi da via Veneto. Architetti in gran spolvero: legno di diversa gradazione, luci strategiche, muri a mattoncino. Cucina a vista. Pappa al pomodoro offerta. Caponatina di melanzane, fusilloni di Gragnano alla gricia di fave, coniglio alla piastra con salsa agrodolce. Mousse ai due cioccolati.
Bonus: cucina creativa.
Malus: cucina creativa
Cucina: 6/7. Ambiente: 7. Servizio 7. Prezzi: medio/alti
Gianni Cacio e Pepe
Via G. Avezzana 11 Tel: 06 3217268
Nata nel 1964 dai genitori di Giovanni Benedetti. Parola d'ordine: semplicità. Carbonara, cacio e pepe, pasta e fagioli, polpettone, parmigiana.
Bonus: si mangia all'aperto, con i tavoli a due passi da dove decine di poveracci fanno la coda agli sportelli postali.
Malus: si trova proprio sotto la casa di Massimo
Cucina: 6/7. Ambiente: 6,5. Servizio 6,5. Prezzi: medio/bassi

cucina siciliana

Capricci siciliani
Via di Panico 83 (tra Piazza Navona e Castel Sant'Angelo) Tel 06 6873666
Ristorante siciliano, con tanto di pupi appesi alle pareti. Insalata di polpo e cipolla di Tropea. involtini di pesce spada alla ghiotta. paccheri broccoli e alici, cannolo alla ricotta. Frequentato da Giovanni Minoli e signore (compresa Marianna Madia).
Bonus: spazioso e tranquillo.
Malus: qui il leghista Bobo Maroni festeggiò un suo compleanno, indossando una maglia del Milan.
Cucina: 6/7. Ambiente: 6,5. Servizio 7. Prezzi: medio/alti